Page 334 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Nonostante questo elemento certamente negativo, la politica del Go-
verno di Vichy non cessò dall'ondeggiare tra aperture e reticenze che l'al-
talena della situazione militare dell'Asse in Libia ma soprattutto in U.R.S.S.
consigliava di accettare, per alcuni suoi aspetti utili alla generale posizio-
ne di Germania ed Italia in quel momento. Ed è in questo clima estrema-
mente incerto che si fecero luce taluni aspetti di accordi specifici e parziali
che diedero conferma piena del generale disorientamento della politica fran-
cese o meglio della sua indubbia duplicità. Gli aspetti più importanti di
questi dialoghi riguardarono principalmente la questione dei rapporti eco-
nomici, la questione degli italiani di Francia e del Nordafrica francese,
la questione degli scambi e della produzione cinematografica, i controver-
si rapporti tra la Francia e gli Stati Uniti d'America ed infine la presenza
a Roma di una nuova struttura armistiziale italo-francese specialmente in-
caricata di sbrogliare l'intricata matassa dei rapporti economici tra i due
paesi, specialmente al riguardo delle imprese francesi in Italia. In questo
quadro alcuni accordi furono raggiunti tra le parti, specialmente con il
Protocollo degli accordi del 6 marzo sugli aspetti economici e cinemato-
grafici. Ma va detto anche che per l'insieme dei rapporti italo-francesi il
clima non mutò granché rispetto a quello già segnalato per quanto riguar-
dava la trattativa politico-diplomatica generale con una prevalenza delle
diffidenze francesi e delle delusioni italiane. Un osservatore attento delle
relazioni italo-francesi ha potuto a ragione scrivere a tale riguardo e per
tale tipo di trattativa economica:
'' En ce qui concerne !es ententes à conclure, !es firmes françaises concernées,
appuyées par le gouvernement de Vichy, multiplient lenteurs et dérobades,
s'adresse, à plusieurs groupes italiens à la fois pour susciter entre eux une
concurrence et embrouiller !es choses ... " < 2>.
E se questo fu lo spirito delle ditte francesi che si presentava tramite
la Delegazione economica francese di Roma all'interlocutore italiano tra-
mite la C.I.A.F ., lo stesso spirito di rinvio e di incertezza voluta dominava
la trattativa che di rinvio in rinvio finiva per perdere ogni efficacia ed
ogni valore per la C.I.A.F. e per lo sforzo bellico nazionale italiano.
Si deve fare cenno a queste reticenze ed anche ad alcune attività ita-
liane nella Francia di Vichy volte a tentare di accaparrarsi materie prime,
(2) P. Guillen, "Les entreprises industrielles françaises en ltalie pendant la période fasci-
ste", in Studi in memoria di Mario A br ate, Torino, Università degli Studi, Istituto di
Storia Economica, 1986, 558, e sg.
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