Page 331 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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I  DIFFICILI  RAPPORTI  CON VICHY
                   E L'OCCUPAZIONE DELLA  PROVENZA








                                                             ROMAIN H.  RAINERO



                Gli accordi di Natale  1941  tra la Commissione Italiana di Armisti-
           zio con la Francia (C.I.A.F.) ed il Governo di Vichy sull'utilizzazione da
           parte  del  Comando  Supremo  italiano  dei  porti tunisini per  rifornire lo
           sforzo bellico dell'Asse nella sua lotta nordafricana erano parsi sul piano
           politico  altamente significativi  circa  una  volontà  francese  di  cedere  alla
           vecchia  politica delle  esitazioni  e delle  mezze  parole e  di  avviare decisa-
           mente, con le potenze dell'Asse e specialmente con l'Italia, un vero perio-
           do  di  apertura e  di  dialogo,  premessa ad un allineamento  della  Francia
           di Pétain allo schieramento antibritannico ed antiamericano. In realtà la
           modestia delle concessioni francesi alle esigenze italiane e tedesche confer-
           marono, dopo un inizio promettente, il vero obiettivo francese che era di
           temporeggiare e di non impegnarsi affatto dalla parte di Roma e di Berli-
           no  nel  conflitto.

                Le delusioni italiane sono specialmente evidenti dopo la constatazio-
           ne che l'impegno francese appariva fin dall'inizio reticente ed incerto. Non
           era certo la sperata svolta delle Autorità di Vichy verso una franca adesione
           alle tesi dell'Asse.  Peraltro l'intera questione dei rapporti tra i "vincitori"
           ed il Governo francese sembrava ad ogni momento essere rimessa in di-
           scussione, con Roma e con Berlino, dalle Autorità di Vichy. Il precipitare
           della  situazione libica con l'abbandono di Tobruk e con la  ritirata  dalla
           Cirenaica parvero elementi determinanti nelle incertezze francesi. A Tori-
           no come a Wiesbaden, sedi delle due commissioni di armistizio, le tratta-
           tive con le delegazioni francesi si fecero all'inizio dell'anno ancora più serrate
           senza peraltro raggiungere lo sperato risultato: utilizzare senza alcun con-
           dizionamento i porti tunisini e le risorse dell'intera Africa del Nord fran-
           cese  per  alimentare lo  sforzo  bellico  dell'Asse  in Libia.


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