Page 333 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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possibile per l'Asse fosse ridotto ai modesti trasporti da Marsiglia a Tuni-
si previsti dagli accordi di Natale con l'Italia. Le cose erano a questo punto
allorquando, anche a questo riguardo, tutto fu rimesso in discussione: l' 11
febbraio il Presidente della Delegazione francese comunicava la decisione
del proprio Governo di "sospendere definitivamente" l'invio in Libia, via Tu-
nisia, di autocarri italiani (trasporti "Gamma") e di "sospendere tempora-
neamente" l'invio in Libia, via Tunisia, di derrate e di vestiario (trasporti
"Delta").
La definitiva sospensione dei trasporti "Gamma" veniva dal Gover-
no francese motivata da una ragione politica, la temporanea sospensione
dei trasporti "Delta" con una ragione d'ordine tecnico (congestionamen-
to delle merci nei porti tunisini). La ragione politica addotta dal Governo
francese per la sospensione dei trasporti "Gamma" era la violenta propa-
ganda anglosassone per mezzo della radio e della stampa ed i passi com-
piuti a Vichy dal Governo americano, ed, effettivamente, pur dovendosi
ritenere essere stato elemento determinante nella decisione del Governo
di Vichy la démarche nel frattempo compiuta dall'Ambasciatore degli Stati
Uniti d'America, Leahy, sta di fatto che sin dagli ultimi giorni di gennaio
una vera offensiva propagandistica si scatenava nella stampa e nella radio
dei paesi anglosassoni per i pretesi "aiuti dati dalla Francia di Vichy al gene-
rale Rom mel" (l).
Vane furono le proteste italiane: l'atteggiamento francese non mutò
e ben presto anche gli accordi sui trasporti "Delta" furono dichiarati de-
caduti. La rottura degli accordi italo-francesi non mancò di avere riper-
cussioni serie sul clima generale dei rapporti armistiziali anche se una nuova
fase favorevole alle truppe dell'Asse nella campagna di Libia ebbe il pre-
gio di fare diminuire il peso negativo che la decisione francese avrebbe
potuto comportare. Rimanevano però le maggiori questioni legate al futu-
ro dei rapporti tra Vichy e l'Asse in una eventuale evoluzione verso una
piena partecipazione della Francia di Pétain alla politica italo-germanica
e ai suoi futuri sviluppi in Europa. La denuncia degli accordi bloccava
ogni sperata evoluzione in tal senso e poneva nettamente fine alle tesi di
"politica francese" auspicata dall'ambasciatore tedesco Otto Abetz mal-
grado le reticenze italiane.
(l) Per una trattazione allargata si veda R. H. Rainero, Mussolini e Pétain. Storia dei rap-
porti tra l'Italia e la Francia di Vichy (IO giugno 1940-8 settembre 1943), Tomo l e Tomo
II, Roma, Ufficio Storico Stato Maggiore dell'Esercito, 1990 e 1992.
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