Page 337 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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della Commissione italiana ci appaiono profondamente significative quanto
           al disagio italiano per la situazione francese. Le conclusioni alle quali giun-
           geva l'analisi del Presidente della C.I.A.F., in data 25 aprile, erano fonda·
           te  su  tre  necessità:
                       ''necessità di riservare per il momento il giudizio circa la stabilità del
                       nuovo regime francese,  alla quale contrastano la profonda impopolari-
                       tà del suo capo e della politica da esso perseguita,  le difficoltà che egli
                       necessariamente incontrerà nell'assolvimento del compito  che si prefig-
                       ge,  la  complessiva precarietà  della  situazione francese,  la  riluttanza
                       tedesca  a  impegnarsi  a fondo  sulla  via  delle  concessioni  etc.;
                       necessità per noi di esercitare la più acuta vigilanza sugli sviluppi del-
                       la nuova politica francese,  sia per la mancanza di chiarezza nelle sue
                       prime manifestazioni relative all'Italia, sia per il pericolo che essa mi-
                       ri a stabilire l'intesa con  la  Germania a spese  dell'Italia,  sia infine
                       perché manca finora anche da parte tedesca una presa di posizione chia-
                       rificatrice;
                       necessità  di  tenerci  ancor sempre pronti a far fronte  a qualsiasi eve-
                       nienza,  in vista della possibilità di improvvisi mutamenti della situa-
                       zione  dovuti  a  cause  interne  od esterne''.

                E tutto ciò avveniva mentre da parte del maggior responsabile della
            politica  italiana  ogni  decisione appariva  sottoposta ad alterne  pressioni
            ed a  continue  incertezze.
                La  posizione dell'Italia riguardo al problema generale della politica
            dell'Asse  nei  confronti di Vichy continuava però a  suscitare discrepanze
            e problemi tra le due Commissioni di armistizio e perciò la  necessità di
            un incontro chiarificatore ai massimi livelli si impose. Questa fu in breve
            la genesi di un nuovo incontro tra la C.I.A.F.  e la C.T.A.  svoltesi a Frie-
            drichshafen (lago di Costanza) dal  l O al l 7 giugno con le due delegazioni
            alle prese con un ordine del giorno dei lavori estremamente pesante con
            ben otto  "grandi questioni", competenze delle  due presidenze,  e con un
            numero  elevatissimo  di  questioni  minori  affidate  alle  due  delegazioni  a
            livelli minori. Ciò che conviene notare in questi lavori è il fatto che si con-
            clusero più con una constatazione di divergenze che con una ribadita uni-
            tà.  Da una parte il  Presidente della  C.T.A.,  generale Vogl,  insisteva  nel
            proporre una politica di  "generose concessioni"  alla  Francia e  dall'altra
            il Presidente della C.I.A.F ., generale Vacca Maggiolini, sottolineava la pe-
            ricolosità di una simile politica di fronte alle equivoche posizioni della Fran-
            cia stessa.  Per Vogl che non minimizzava l'opposizione tradizionale della


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