Page 340 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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dall'altra parte si tentasse di conciliare le due posizioni così divaricate.
Proprio questo fu l'obiettivo del convegno di Venezia della C.T.A. e della
C.I.A.F. anche se esso fu abilmente nascosto tra le pieghe di un ordine
del giorno dei lavori che appare così denso quanto non importante salvo
su due punti, i punti A e H e cioè l'esame della situazione politico-militare
della Francia dal convegno di Friedrichshafen a quello di Venezia e l' ac-
cordo nell'azione delle due Commissioni sulle concessioni alla Francia. La
riunione di Venezia, che si svolse dal22 al28 settembre, rivestì solo que-
sta funzione: premere sugli alleati tedeschi affinché diffidassero sempre
più della "politica francese" di Otto Abetz e si rendessero conto che a
Vichy, più che a Wiesbaden o a Torino prevaleva un attendismo che vole-
va solo significare speranza di una vittoria dei nemici dell'Asse. A Vene-
zia però l'accordo non vi fu: ancora una volta si dovette constatare che
il dialogo tra le due Commissioni era in un vicolo cieco dal quale pareva
difficile uscire con soluzioni gradite ai due Governi. Del fallimento della
politica d'intesa, obiettivo della riunione, abbiamo anche un documento
inoppugnabile e cioè il colloquio che il Duce ebbe, il 3 ottobre, con il ge-
nerale Vacca Maggiolini. Anche qui però la lettura della realtà va fatta
con estrema attenzione quasi dispiacesse all'uno come all'altro l'ammette-
re che a Venezia non si era concluso nulla e che le cose tra italiani e tede-
schi a proposito della Francia non andassero proprio bene. Al Duce non
venne nascosto il problema e neppure che, di conseguenza, la concordia
risultava difficile. Ed a questo punto la soluzione suggerita da Vacca Mag-
giolini ed approvata dal Duce che prevedeva il mantenimento dello status
quo ci sembra la peggiore delle decisioni anche se essa fu annegata dall'an-
nuncio del prossimo viaggio nel Nord Africa dei due Presidenti delle Com-
missioni di armistizio quasi a suggello esterno di una identità che le
questioni concrete negavano ogni giorno di più.
Il viaggio dei due Presidenti della C.I.A.F. e della C.T.A., viaggio che
a Venezia venne ideato quasi per dare alle due tesi, della lealtà francese
e della diffidenza italiana, una conferma di realtà si svolse dal 24 ottobre
all'8 novembre. La sua effettuazione, a parte i soliti riti di unanimità e
di fratellanza italo-germanica, ebbe l'infausta sorte di concludersi all'in-
domani dello sbarco Alleato nei pressi di Algeri con la conseguenza im-
mediata del passaggio nel campo anglo-americano dell'intero Marocco e
di gran parte dell'Algeria.
E gli sviluppi generali del conflitto diedero con lo sbarco anglo-
americano nel Nord Africa una nuova svolta alle attività della C.I.A.F.
in generale ed ai rapporti tra l'Italia e la Francia in particolare. Con l'an-
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