Page 344 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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5. Navi ex-danesi assegnate alla Germania in numero di 2 per complessi-
ve 80.287 t;
6. 22 navi per complessive 161.042 t che l'Italia non rivendicò dato il
loro impiego non utilizzabile (navi passeggeri).
Sul piano politico generale questi sviluppi delle relazioni armistiziali
diedero il pessimo risultato agli occhi delle Autorità e dell'opinione pub-
blica francese che si trattasse di vere e proprie rapine organizzate sotto
l'apparenza del consenso o dell'acquisto. E che questo fosse in realtà lo
spirito con il quale queste requisizioni e questi "acquisti" o questi "se-
questri" si facevano, almeno da parte italiana ne avremmo avuta una con-
ferma clamorosa con la conclusione del colloquio del Duce con il generale
Vacca Maggiolini del 12 febbraio 1943 che vale la pena di ricordare an-
che per questo nostro periodo. La chiusa del lungo discorso del Duce fu
chiara: "Allora ricordate la mia direttiva: ricuperate quanto più potete e mandate
tutto in Italia". E fin dal novembre precedente si può dire che questo fosse
lo spirito informatore dell'intera "politica giuristiziale", mandata avanti
da Vacca Maggiolini e dai suoi, tramite la C.I.A.F.
Naturalmente questo stato di cose, avvertito magari confusamente
ma avvertito dalla maggioranza della popolazione occupata, non poteva
non avere ripercussioni concrete che si manifestarono in una crescente op-
posizione alla politica di collaborazione con l'Asse, le sue truppe ed i suoi
agenti, opposizione che portava all'organizzazione di una resistenza, an-
che armata, presto alle soglie della lotta dei vari maquis.
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