Page 345 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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I BALCANI, PROBLEMI DI
UN'OCCUPAZIONE DIFFICILE
MARco Cuzzr
Il 1942 fu l' "anno della svolta" anche per la penisola balcanica, an-
che se gli avvenimenti che caratterizzarono questa inversione di rotta in
Jugoslavia ed in Grecia non appaiono così clamorosi come in altre regioni
europee, nordafricane ed asiatiche.
Conclusasi la fase di assestamento successiva alle invasioni dell'apri-
le dell'anno precedente, la situazione nei Balcani si presentò sin dai primi
mesi del 1942 come particolarmente difficile per le forze d'occupazione
italiane. I movimenti di resistenza nella exJugoslavia- sopravvissuti alle
energiche repressioni effettuate dagli occupanti soprattutto in Serbia ed
in Montenegro - avevano approfittato della relativa stasi dell'inverno
1941-1942 per riorganizzarsi e quindi, dal gennaio-febbraio 1942, scate-
nare un'offensiva nelle regioni bosniaco-erzegovesi dello Stato Indipendente
Croato e nei distretti meridionali della Slovenia. La diffusione del movi-
mento insurrezionale spinse gli Alti Comandi italiano, tedesco e croato
ad effettuare contro i titoisti operanti in Bosnia un'energica azione offen-
siva articolata in una serie di operazioni di repressione, le quali oltre ad
essere le uniche grandi attività belliche nei Balcani del 1942, rappresenta-
rono un "salto qualitativo" dell'azione degli eserciti occupanti, trasformando
quelli che erano stati sino ad allora meri compiti di "pubblica sicurezza"
in .operazioni di guerra su vasta scala.
Nella penisola ellenica l'organizzazione della resistenza richiese più
tempo passando attraverso una fase politica e di protesta "pacifica", ma
sfociò nel settembre, in un'aperta sollevazione militare coordinata dalle
prime missioni militari Alleate inviate sui territori occupati.
In entrambi i casi le forze d'occupazione italiane si trovarono di fronte
ad una situazione nuova, non prevista: quelli che erano stati considerati
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