Page 327 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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e Rommel impartÌ il  contrordine;  il  mattino del  4  si  verificò  lo  sfonda-
           mento britannico a Tell el-Aqqaqir, e Rommel decise la ritirata su Fuka;
           il mattino del  5  arrivarono le  autorizzazioni  di Hitler e di Mussolini.  A
           prescindere dalla volontà di Hitler, che per Rommel ebbe valore assoluto
           finché non trovò la forza di ribellarsi (anche se ventiquattr'ore troppo tar-
           di), da parte del Comando Supremo bisogna ammettere una linea di con-
           dotta poco  commendevole.  Certamente fece  tutto quello  che poteva,  ma
           visto  che  i  miracoli  non si  verificavano  occorreva guardare situazione e
           prospettive con occhio freddo.  Cavallero si era concentrato sull'idea della
           resistenza in loco con un ottimismo che escludeva l'ipotesi di una sconfit-
           ta  rovinosa.  Non risulta  si  sia  mai chiesto che cosa  sarebbe accaduto se
           l'Armata  itala-tedesca  fosse  stata  distrutta  ad  el-Alamein.


           Conclusioni
                Abbiamo sottolineato tre decisioni strategiche nel 1942. Due riguar-
           davano Malta: la precedenza dell'Operazione "C 3" oppure dell'obiettivo
           terrestre (Tobruk e poi Alessandria); una la posizione più opportuna per
           sostenere l'attesa offensiva britannica. A nostro avviso nessuna di  queste
           scelte strategiche, importantissime per la condotta della campagna, fu de-
           terminante ai  fini  della  guerra in  Africa.
                Malta influì pesantemente sul costo e sugli sviluppi della lotta in Li-
           bia.  È inutile ripetere con altre parole il miserevole dramma del  riforni-
           mento di uomini, mezzi e carburante. Ha osservato ben a proposito Mariano
           Gabriele:
                   " ... l'ostacolo  di  Malta  costituì  senza  dubbio  un pericolo  costante che  non
                   può essere misurato in termini di affondamenti soltanto,  ma va valutato nel-
                   l'economia generale della guerra.  Su tale economia Malta nemica pesò note-
                   volmente sia per le sue azioni offensive,  sia per il solo fatto di esistere ... '' < 44>.

                Ma poiché la conquista preliminare dell'isola non era stata pianifica-
           ta e nemmeno ventilata, in linea con la convinzione di una guerra "politi-
           ca", una guerra già vinta dalla Germania, nel1941 si passò al compromesso
           della "neutralizzazione", essenzialmente a causa del rifiuto preconcetto di
           Hitler di  impegnare le  forze  tedesche  in  un'impresa che  temeva  potesse
           rivelarsi  costosa  come  la  conquista  di  Creta.



           (44)  M.  Gabriele,  op.  cit.,  p.  288.


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