Page 321 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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a  Tobruk e non più tardi del plenilunio  di luglio,  si  sarebbe dato  corso
           all'Operazione "C 3 ". Nel frattempo si sarebbero condotti a termine i pre-
           parativi. Kesselring aggiunse anche che, ammessa e non concessa l'imme-
           diata  messa  a  punto  della  macchina  per  l'invasione,  una  volta  iniziata
           l'impresa di Malta quasi sicuramente l'VIII Armata britannica si sarebbe
           mossa in Libia e le forze  aeree dell'Asse, fortemente impegnate su Malta,
           non sarebbero state in grado di reggere il confronto con la Royal Air Force
           in Africa. Per contro, attaccando e conquistando prima Tobruk, si sareb-
           be ridotta  l'VIII Armata in  condizioni  di  impotenza  per l'intera  durata
           dell'Operazione  "C 3". Cavallero  si  rassegnò  a  consentire l'offensiva  di
           Rommel con l'obiettivo limitato di  conquistare Tobruk e  raggiungere la
           frontiera. Hitler concluse affermando che ritardare l'offensiva in Cirenai-
           ca  avrebbe  consentito al  nemico  di  rinforzarsi troppo,  mentre il  differi-
           mento della "Hercules" non gli avrebbe regalato alcun vantaggio purché
           -   e  questo  era  dato  per  scontato  -  l'isola  fosse  mantenuta in stato  di
           neutralizzazione.  Perciò,  disse,  "occorre fare  l'azione  in  Libia  a fine  maggio
           o ai primi di giugno  e rimandare  l'azione  su  Malta  a  metà  luglio" ool.
                Nessuno, stranamente, sollevò dubbi sulla reale possibilità di tenere
           ancora per due mesi e mezzo Malta nello  stato di  quasi impotenza in cui
           versava  a  fine  aprile.  Kesselring,  poi,  non  manifestò  alcuna  sostanziale
            preoccupazione per la partenza di cospicui contingenti della sua forza ae-
            rea.  Più tardi dirà che il  10 maggio considerava raggiunto il dominio ae-
            reo e navale nel mare fra l'Italia e l'Africa e sarebbe stato facile impossessarsi
           di  Malta.  ''Il non  averlo fatto fu  un gravissimo  errore  del  Comando  italo-tedesco
           che dovemmo scontare più tardi", commentò amaramente. Ma, come si è det-
            to,  non si  vede quale colpa possa venir attribuita al Comando Supremo,
            al quale, per converso, è da rimproverare l'immenso errore di valutazione
            strategica di non aver studiato e preparato l'occupazione di Malta almeno
            durante l'anno di non belligeranza, per realizza da il l O giugno  1940 Oll.



            (30)  A.U.S.S.M.E.,  Diario Cavallero,  data  30.4.1942; A.U.S.S.M.E.,  Fondo L.  13,  racc.
                44,  cart.  3.
            (31)  Il 26 novembre  1941 Goring ebbe un colloquio con il generale Marras. Nell'espri-
                mere la sua soddisfazione per l'andamento delle operazioni in Africa, accennò an-
                che al rinforzo aereo agli ordini di Kesselring disposto per la lotta nel Mediterraneo.
                A suo avviso, però, "Malta avrebbe dovuto costituire il primo obiettivo delle operazioni mi-
                litari italiane ...  La guerra avrebbe potuto nel giugno  1940 essere iniziata di sorpresa con tale
                azione di sbarco,  senza alcuna dichiarazione di guerra"  (A.U.S.S.M.E., Fondo L.  13, racc.
                44,  cart.  6).  Anche  i  giapponesi  la  pensavano  nella  stessa  maniera.


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