Page 315 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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in  un campo minato  non  lontano  dalle  coste  tripoline e,  nella  notte  sul
             19, mezzi  d'assalto italiani avevano eliminato nel  porto d'Alessandria le
             due ultime corazzate inglesi, la  Queen  Elizabeth  e la  Valiant.  In campo ae-
             reo, poi, cominciava a farsi sentire la violenza delle incursioni degli "Stu-
             ka"  su  Malta.
                 Per i tedeschi, Malta era un argomento sostanzialmente accantonato
             dopo l'impresa di Creta, le cui perdite avevano impressionato Hitler, Go-
             ring e l'O.K.W.  Inoltre,  l'Operazione "Barbarossa"  accentrava  ogni  at-
             tenzione. L'unico ad insistere fu il Grande Ammiraglio Raeder. Kesselring,
             dal canto suo,  appena arrivato in Italia,  volle  rendersi conto  della  situa-
             zione e ben presto ebbe conferma "dell'intollerabile minaccia che Malta rap-
            presentava per le nostre vie di rifornimento e i primi voli di ricognizione mi fecero com-
            prendere  l'importanza  decisiva  del bacino del Mediterraneo per l'andamento  della
            guerra" 0 2>.
                 In sostanza,  all'inizio  del  1942  il  quadro era  il  seguente.  In Italia,
            il Comando Supremo, facendo giustamente affidamento molto relativo sugli
            accordi con la Francia, procedeva nei concreti preparativi per l'Operazio-
             ne "C 3 ", fiducioso nell'indispensabile aiuto tedesco. In Germania esiste-
             va l'ostacolo di Hitler, il quale non intendeva imporsi alla Francia e non
             era convinto della necessità di occupare Malta. Inoltre, pur riconoscendo
             ben collocate le insistenze italiane per un concorso tedesco volto a tale scopo,
             e pur condividendo le osservazioni di Raeder e di Kesselring, non credeva
            l'Italia  in grado  di  condurre una simile  difficilissima  operazione ed era
             poco propenso ad una partecipazione germanica determinante, specie in
            vista  della  grande  offensiva  estiva  in Russia,  allo  studio.
                 Per  dare un'idea,  ove ve  ne  fosse  bisogno,  di quale stampo fossero
             gli  scambi di vedute al vertice politico, possiamo citare la conversazione
             Mussolini-Goring avvenuta  a  Roma  il  28 gennaio  1942.  Goring spiegò
             alla  meglio  i sensazionali cambi di  comandanti al  fronte  russo  nonché il
             fatto  che il  Fi.ihrer  avesse  dovuto  prendere direttamente il  comando del-
             l'Esercito,  esonerando il  feldmaresciallo  von Brauchitsch,  per guidare le
             operazioni con la necessaria incisività. Poi assicurò che "in Oriente il peggio
             è ormai superato"  ed infine venne  all'Africa  settentrionale.  "Circa  l'Africa
            del Nord -  disse -  il Fiihrer è del parere che il problema è quello dei combatti-
             menti e dei rifornimenti.  Non esiste invece il problema di vincere!". In conclusione,



            (12)  A.  Kesselring,  op.  cit.,  p.  102.


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