Page 76 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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2° -Nel momento in cui Vi scrivo, non è dato conoscere le intenzio-
ni del nemico. Si contenterà del successo ottenuto e data la situazione in
Estremo Oriente si limiterà a rafforzarsi, oppure tenterà di sfondare il no-
stro nuovo schieramento- appena imbastito- per puntare su Tripoli?
{3° -Anche ammesso che il nemico non abbia in mente l'obiettivo
di Tripoli la situazione delle nostre truppe è molto delicata. La situazione
è sintetizzata in queste parole: non disponiamo che di una base, quella
di T ripoli e non potremo d'ora innanzi utilizzare che una sola rotta -
quella di ponente - che data la vicinanza di Malta è la più pericolosa}.
[Ora con un solo porto, sarà difficile alimentare le nostre truppe sul-
la difensiva, ma impossibile preparare una controffensiva}.
3 ° -Per evitare i pericoli che si profilano, per permetterei di garanti-
re la Tripolitania e di riprendere l'iniziativa, il problema delle basi tunisi-
ne è assolutamente fondamentale.
4 ° - N o n ho bisogno di illustrarvi gli enormi vantaggi che verrebbe-
ro all'Asse dalla utilizzazione completa delle basi tunisine. Io affermo che
la situazione strategica dell'Asse verrebbe capovolta. Mentre il nostro traffico
di uomini e di armi sarebbe quasi indisturbato, il traffico nemico sarebbe
letteralmente strozzato. Le conseguenze di ciò sarebbero incalcolabili, co-
me incalcolabili sarebbero le conseguenze della perdita della Tripolitania.
5° - Non vi sono che due vie per raggiungere il nostro scopo che
è quello di potere liberamente disporre delle basi francesi in Tunisia: o
la via degli accordi o quella della forza.
6° - Naturalmente bisogna fare tutto il possibile per realizzare ciò,
attraverso un accordo. La Francia non darà nulla per nulla. Chiederà del-
le contropartite in sede di armistizio e certe facilitazioni di ordine milita-
re per difendersi. Credo fermamente che il gioco valga queste candele.
Attraverso le basi tunisine noi potremmo portare in Africa tutte le forze
necessarie per riprendere la marcia verso l'Egitto e per eventualmente coo-
perare con la Francia di fronte a rappresaglie anglo-americane nel Maroc-
co francese. Se i francesi respingessero qualsiasi accordo - anche il più
generoso- io Vi dichiaro, Fiihrer, che preferisco portare le mie divisioni
corazzate in Tunisia, piuttosto che vederle sparire in fondo al mare sulla
rotta di Tripoli. In tesi generale io penso che bisogna trovare il modo di
chiarire l'atteggiamento della Francia, nei nostri riguardi.
Sarò lieto, Fiihrer, di conoscere le vostre idee in proposito.
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