Page 80 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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una montagna trovata nella catena del Giura, rassomigliante a Gib.  e at-
               torno  alla  quale  furono  fatte  evoluzioni  infinite (2)_
                   Conclusione: è bene che la Spagna abbia simpatia per l'Asse, ma non
               si  può  chiederle  quello  che  non  può  dare.

                   Francia.  Nessuna delle eventuali richieste di Laval può essere accolta
               (indennità, capitale etc.) sino a quando la  "collaborazione" non sarà pie-
               na, leale, concretata nei fatti. Nell'Europa di domani la Francia non potrà
               più giocare il ruolo di prima. E sarà sempre più vostra nemica, mano ma-
               no che voi italiani diventerete più numerosi e potenti. "L'avversione della
               Francia all'Italia  non è di ieri, data dalla  unificazione del vostro paese".
                   Svizzera  e Svezia.  Ostilità dichiarata  specie  contro la Svizzera.

                   Romania  - Ungheria.  Entrambi esagerano.  Entrambi hanno occupato
               territori così vasti, che i "vostri 6000 Kq di rivendicazioni territoriali nei
               confronti della  Francia sono  una ben modesta cosa".  Durante la guerra
               devono marciare con noi e tutto dev'essere messo in opera per evitare che
               si azzuffino.  Quindi lodo  di  Vienna (3)_  A guerra finita,  se lo vorranno e so-
               pratutto se lo potranno, la loro inconciliabile antitesi sarà decisa dalle armi.
               Diminuzione delle simpatie per Antonescu. Scarse sempre per Horthy. Nes-
               suna considerazione per l'altro Antonescu,  capo  del governo  rumeno < 4>.

                   Turchia.  Secondo il F. si avvicina gradatamente all'Asse. Il suo atteg-
              giamento definitivo dipenderà dall'esito della campagna russa. I turchi han-
               no  terrore  e  odio  per  i  russi.  La  classe  politica turca è comperata  dagli
              inglesi, ma presso i militari l'Asse incontra molte simpatie. Due generali



              (2)  Ramon Serrano  Suner  (nato  a  Saragozza,  1901) cognato  del generalissimo  Franco
                  e ministro degli  esteri spagnolo dall'ottobre  1940 al settembre  1942. Sufier era per-
                  sonalmente  inviso  ai  tedeschi  e  in  modo  speciale  a  Ribbentrop.
              (3)  Il lodo di Vienna, del 30 agosto 1940, era stato emesso da Ciano e Ribbentrop come
                  arbitri del conflitto romeno-ungherese. La  Crisciana settentrionale, il Maremaros,  e
                  parte della Transilvania erano stati assegnati all'Ungheria. La Romania era stata suc-
                  cessivamente compensata, di queste perdite con la restituzione della Bessarabia e della
                  Bucovina,  toltele  dalla  Russia  nel  giugno  1940,  e  con  altri  territori  sovietici.
               (4)  Mihail Antonescu, vice presidente del consiglio romeno e reggente della presidenza  ,
                  (non parente ma semplice omonimo del maresciallo) era molto inviso ai tedeschi perché
                  aveva pubblicamente manifestato il desiderio di coalizzare le nazioni latine per con-
                  trobilanciare l'invadenza tedesca.  Più tardi  (gennaio  1943) l'Antonescu  propose  a
                  Roma uno sganciamento italo-ungaro-romeno dalla Germania, ma Mussolini non ne
                  volle  sapere.


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