Page 82 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Allegato  n.  5


                         III.  LETTERA  DI  MUSSOLINI  A  HITLER

                               (scritta  nei primi giorni  del  novembre  1942)

               Fiihrer,

                    Il vostro messaggio consegnatomi dal dott. Ley, il vostro telegramma
               che ho reso  di pubblica ragione,  l'arrivo della missione guidata dal dott.
               Ley (l)  e la  partecipazione della  stampa e del popolo tedesco alla  celebra-
               zione del nostro ventennale hanno suscitato una profonda e grata impres-
               sione  non solo  negli  ambienti fascisti,  ma  anche fra  le  masse del  popolo
               italiano.  Pur troppo  i  nemici  hanno voluto  turbare -  di  proposito  -
               la  solennità coi  bombardamenti massicci  di  Milano,  Genova,  Savona (2).
               Le vittime sono circa un migliaio, i danni alle officine sono stati modesti,
               meno che a Genova dove è stata rasa al  suolo l'officina che preparava le
               due navi portaerei e impiegava  3000 operai, ma i danni ad edifici civili
               e a palazzi storici sono stati considerevoli. Preziosissime sculture e pitture
               sono andate perdute per sempre. Grazie alla  neutralità della Svizzera, gli
               aerei inglesi sono arrivati a Milano così improvvisamente (la distanza fra
               Milano  -  1.250  mila  abitanti  -  e  il  confine  svizzero  è di  appena  30
               kilometri) che la  folla  era nelle strade e le  bombe sono scoppiate ancora
               prima  dell'avviso  delle  sirene.
                    Milano e Genova sono città popolate da una gente forte e stanno ri-
               prendendosi.

                    Vi ringrazio di cuore, Fiihrer, per quanto avete disposto circa il pre-
               stito del grano e la sua non totale restituzione. Questo mi permette di au-
               mentare almeno  per i mesi  invernali  di  50 grammi al giorno  la  razione
               di pane ai ragazzi e agli operai, il che si rendeva necessario. Penso anch'io
               che se riusciremo a  organizzare i trasporti dai territori russi,  e non ho  il
               minimo dubbio che i vostri uomini supereranno queste difficoltà, questo
               è  l'ultimo  inverno  che  dovremo  passare  tra  le  difficoltà  alimentari.



               (l)  Robert Ley,  capo del Fronte Tedesco del Lavoro, della organizzazione "Kraft durch
                  Freude"  (corrispondente al  dopolavoro)  e di  altre  istituzioni  proletarie  del  partito
                  nazista, era giunto a Roma il 27 ottobre 1942, capeggiando una missione composta
                  del Reichsjugendfiihrer Axmann, del Reichstutentenfiihrer Scheel e di altri dirigenti
                  del  partito.
               (2)  Le  incursioni  maggiori  avvennero  nelle  notti  dal  23  al  24  e  dal  24  al  25  ottobre.


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