Page 125 - Eroi nel vento - La storia dei Militari Italiani nella Guerra di Liberazione
P. 125
All’inizio infatti, gli Alleati
non volevano incrementare il
movimento di resistenza
italiano, pensando che la
vittoria contro i tedeschi
sarebbe stata questione
di tempi brevi.
Inoltre, non credevano
a tutto questo improvviso
antifascismo e non
gradivano le tendenze
anti-monarchiche
Ma avevano o comuniste.
bisogno degli
italiani, che lo
volessero o meno, e
dovettero accettare la lotta
armata nonostante la
diffidenza iniziale!
LE UNICHE
OPERAZIONI CHE GLI
ALLEATI CI AFFIDERANNO
SARANNO QUELLE DI
INTELLIGENCE E DI
SABOTAGGIO!
Ferruccio Parri
Dopo aver combattuto la
prima guerra mondiale sul
Carso e sul Piave, Ferruccio
Parri diventa insegnante e
giornalista, maturando un
deciso spirito antifascista.
Incarcerato più volte dal
regime, dopo l’armistizio
si occupa dello sviluppo del
centro clandestino di Milano Giovanni
come capitale virtuale della Messe
Resistenza, anche mediante
i contatti presi con gli Alleati
in Svizzera.
Nel 1944 è designato vice
comandante del Corpo
Volontari della Libertà, in
rappresentanza delle
formazioni Giustizia
e Libertà.
Ferruccio
Parri
Questo movimento di resistenza però aveva bisogno di rifornimenti, di utilizzare campi
d’aviazione, apparecchi radio e mezzi di trasporto, armi, munizioni, finanziamenti …
Necessitava inoltre di coordinarsi e confrontarsi con le autorità dell’Italia liberata.
122 123

