Page 229 - Fiori della Pietraia - Invenzioni e Sviluppo delle tecnologie durante la Grande Guerra
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discrezione, senza il benché minimo sforzo, per cui a quel   All’incirca delle stesse dimensioni di un siluro, da cui del
               risparmio di energia muscolare, e quindi di aria, corrispon-  resto derivava, il SLC era lungo 8 m con un diametro di 600
               de un sensibile aumento della autonomia d’immersione.   mm, e veniva propulso da due eliche quadripale coassiali con-
               Tanto la concezione generale del DPV, quanto le caratteri-  trorotanti, azionate a loro volta da un motore ad aria compres-
               stiche meccaniche ed idrodinamiche, sono tipiche del siluro   sa, caricata a circa 200 atm in un serbatoio posto al centro
               a lenta corsa, l’unico a essere guidato da un pilota nella sua   dell’arma. Un secondo serbatoio di aria compressa, molto più
               navigazione, fino al bersaglio, a cui la sua testata carica di   piccolo, serviva a regolare l’assetto, mentre non vi era alcun di-
               esplosivo veniva attaccata mediante potenti calamite, da cui   spositivo per variare la direzione che veniva modificata apren-
               il soprannome originale di mignatta più nota come sangui-  do braccia e gambe sul lato verso il quale si voleva dirigere. La
               suga. La parte restante, ridotta a una sorta di scooter sotto-  velocità massima era di 2 nodi per una autonomia di 10 mi-
               marino, con gli operatori a cavalcioni serviva a favorirne il   glia. Dal punto di vista strettamente militare era dotato di due
               rientro. L’invenzione della torpedine semovente pilotata, in   cariche di tritolo di 175 kg l’una, sistemate una dietro l’altra a
               sostanza, era una variante guidata di una normale torpedine   proravia e terminanti con una ogiva conica per attenuare la re-
               nome originale dato al siluro, e venne costruita nell’arsena-  sistenza idrodinamica. Il brillamento era provocato da spolet-
               le di Venezia nel 1918, su progetto del cap. del genio navale   te a tempo, con un ritardo massimo di 6 ore, ed una ulterio-
               Raffaele Rossetti, 1881-1951.                           re carica era riservata all’autodistruzione, in caso di necessità.
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               51  Cfr r. h. raiNero, Raffaele Rossetti dall’affondamento della Vi-  In basso a sinistra: Il maggiore del Genio Navale Raffaele Rossetti
               ribus Unitis all’impegno antifascista, Settimo Milanese 1989.  In basso a destra: Fotoritratto di Giovanni Luppis




















































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