Page 227 - Fiori della Pietraia - Invenzioni e Sviluppo delle tecnologie durante la Grande Guerra
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In altri termini il dispositivo somi-
               gliava ad una pompa a doppio effet-
               to, senza però alcuna valvola e pie-
               na di olio all’interno della quale uno
               stantuffo munito di fori poteva spo-
               starsi su e giù con velocità ridotta
               dalla resistenza del liquido e pertan-
               to ideale per smorzare le oscillazio-
               ni. Una sorta di trasformatore che
               prolungava nel tempo una violenta
               oscillazione istantanea rendendo-
               la perciò più debole. A completare
               l’invenzione contribuì il recuperato-
               re che, accumulando durante il rin-
               culo una parte della forza viva del-
               la massa rinculante, la utilizzava un
               istante dopo per riportare il pezzo
               nella posizione iniziale. L’invenzio-
               ne, solo delineata per grandi linee,
               apparentemente elementare trasfor-
               mava drasticamente il tiro delle arti-
               glierie, che non dovendo più essere
               riportate in punteria dopo ogni colpo potevano continuare a
               sparare con cadenze di fuoco di gran lunga superiori al passa-
               to, senza tormentare gli affusti e fiaccare i serventi.
                 L’esistenza di un congegno capace di trasformare delle
               violente sollecitazioni istantanee in più lente e deboli oscil-
               lazioni elastiche suggerì ai costruttori delle prime autovet-
               ture, destinate realmente a circolare su strada, di avvaler-
               sene per attenuare i colpi prodotti dalle asperità del suolo.
               La vettura, in realtà, già da tempo era stata separata dagli
               assali mediante organi elastici, i cui archetipi si individua-
               no già su alcune carrozze usate durante l’Impero romano,
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               ma la soluzione senza dubbio ingegnosa non era tuttavia
               sufficiente, innescandosi dopo un singolo urto una serie
               di oscillazioni non meno fastidiose dello stesso. Si pensò
               allora di avvalersi di qualcosa di simile al freno di sparo
               idraulico adottato sugli affusti a deformazione elastica, ri-
               producendolo nelle debite proporzioni ma con identiche
               concezione e funzionamento. Le impervietà della strada e
               le violente sollecitazioni, che sfuggivano alle molle delle
               sospensioni, sarebbero state cosi ammortizzate e quegli or-
               gani si definirono perciò subito ammortizzatori idraulici.
                 L’ammortizzatore idraulico è il dispositivo meccanico più
               utilizzato in campo automobilistico per accrescere il confort


               49  f. russo, f. russo, Techne…, cit., vol. I, Età Classica, pp. 121-
               128.



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