Page 223 - Fiori della Pietraia - Invenzioni e Sviluppo delle tecnologie durante la Grande Guerra
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spesse tavole di legno di quercia,
non di rado rivestite di lamiera, fa-
cili da montare e da smontare per
trasferirle su altre ruote, praticità
ed economicità che ne hanno però
impedito la conservazione, per cui
ben poche ne sopravvivono al pre-
sente. Di questo importante acces-
sorio, vengono riportati alcuni di-
segni del brevetto originale della
sua invenzione.
Il cingolo, tuttavia, con l’appros-
simarsi della guerra si guadagnò
una propria indipendenza dalla
ruota, specialmente dopo il 1912
quando un caporale australiano,
tal L. E. de Mole, propose al Mi-
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nistero della Guerra britannico
una sua invenzione relativa ad un
veicolo in grado di muoversi su ter-
reni di scarsa coerenza grazie ad
un sistema di cingolo continuo,
una sorta di catena formata di pia-
stre incernierate tra loro all’interno
delle quali giravano le ruote. L’i-
dea fu prontamente respinta, repu-
tandosi inutile e velleitaria! Pochi
anni dopo, iniziata la guerra, il de
Mole richiamò l’attenzione dell’uf-
ficio preposto alle costruzioni mi-
litari sulla sua invenzione, ritenen-
do che la guerra ormai di trincea
giocasse a favore dell’adozione, ma
ancora una volta la sua idea fu re-
spinta. Sarà soltanto nel 1919 che
finalmente, purtroppo a guerra fi-
nita, che il mezzo cingolato del de
Mole sarà ‘riabilitato’ e considerato
una invenzione indubbiamente va-
lida e precorritrice di quanto rea-
lizzato in materia!
La catena circolare a piastre del
de Mole, quand’anche rudimentale,
era a tutti gli effetti un antesignano
cingolo e consentiva a un veicolo
In alto: La ruota a cingoli Bonagente
In basso: Cannone italiano da 149/35 della Prima guerra con le ruote 46 Per approfondimenti sull’invenzione del de Mole cfr. aa. vv.,
munite di cingoli Bonagente Storia dei mezzi corazzati, Milano 1976, vol. I, p. 6.
parte terza - attinenze all’edilizia ed alla meccanica 221

