Page 219 - Fiori della Pietraia - Invenzioni e Sviluppo delle tecnologie durante la Grande Guerra
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pendenze più ripide. Considerando
che sia le locomotive a vapore che
quelle elettriche hanno, quale che
ne sia il rodiggio, i loro numerosi as-
sali rigidi, i raggi di curvatura ordi-
nari devono necessariamente esse-
re molto ampi, comportando perciò
tracciati più complessi e soprattutto
più costosi rispetto a quelli a scarta-
mento ridotto. Pertanto le ferrovie
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a scartamento ridotto si impose-
ro in tutti quei territori montani
dove la progettazione di un percor-
so tortuoso poteva consentire mi-
nor spesa in termini di opere d’ar-
te, ponti, viadotti e gallerie meglio
adattandosi all’orografia acciden-
tata del terreno: in questi casi di
percorso tortuoso (quindi a pari-
tà di andamento plano-altimetrico
del binario). Andava inoltre tenuto
conto fattore basilare in ambito mi-
litare che ferrovie del genere, pro-
prio per la loro intrinseca flessibili-
tà, si potevano costruire molto più
rapidamente delle ordinarie, con-
notandosi spesso come vere opere
campali. Ovviamente vi era un ro-
vescio di medaglia costituito dalle
minori velocità di esercizio e dalle
minori capacità di carico possibili,
limiti tuttavia trascurabili per la de-
stinazione bellica.
Come molte altre invenzioni in
precedenza esaminate, e altre che
lo saranno in seguito, anche la fer-
rovia a scartamento ridotto non
comparve nel corso della Gran-
de Guerra ma nel suo ambito regi-
strò soltanto una vistosa adozione
da parte di tutte le nazioni euro-
pee coinvolte negli scontri. Dal
punto di vista storico ad idearla
nel 1873 fu l’ingegnere Paul Decauville, 1846-1922,
che la considerò un sistema di ferrovie trasferibili, o più
In entrambe pagine
42 Cfr. a. federiCi, Lo scartamento ridotto in Italia in tuttoTreno-Te- Bassorilievi che tramandano vari tipi di carri romani a quattro ruote,
ma, 1999, 14. per trasporto persone, di giorno e di notte, e di merci solide e liquide
parte terza - attinenze all’edilizia ed alla meccanica 217

