Page 216 - Fiori della Pietraia - Invenzioni e Sviluppo delle tecnologie durante la Grande Guerra
P. 216

fino al suolo, o al termine della corda a cui era sospeso, restitu-  forza elargita. Il dispositivo che lo permise fu l’invenzione
               iva l’energia spesa per sollevarlo, al pari delle molle che tornan-  che rendendo possibile l’impiego della molla nell’orologe-
               do alla forma originale restituivano l’energia spesa per defor-  ria, consentì la costruzione di orologi mobili e poi porta-
               marle. In teoria, pertanto, si sarebbe potuta sostituire la forza   tili, gli archetipi di tutti i nostri da polso. Dell’invenzione
               esercitata dalla discesa del peso con quella di ritorno di una   s’ignora l’artefice e la presenza del suo criterio informatore
               molla. In pratica, però, fra le due esisteva una netta differen-  in numerosi taccuini di ingegneri rinascimentali, ne fru-
               za che ne impedì a lungo la sostituzione: mentre il peso via   stra l’accertamento, lasciando propendere per una comune
               via che scendeva esercitava sempre la stessa forza, la molla via   fonte più antica e a noi ignota. Diversamente dai giocatto-
               via che recuperava la forma originaria ne esercitava sempre   li ricordati, la molla dell’orologio non doveva srotolarsi ra-
               di meno. I lettori più anziani, al pari di chi scrive, ricorderan-  pidamente né con l’intera potenza erogabile, ma avvenire,
               no i giocattoli a molla, ai quali occorreva ‘dare la corda’ - cioè   invece, lentissimamente e per scatti progressivi in manie-
               deformare la molla con una apposita chiavetta - per vederli   ra d’elargire delle piccole dosi energetiche, possibilmente
               muovere, moto che presto scemava fino all’arresto. 35   uguali, compito precipuo dello scappamento. Allo scopo la
                 Per poter utilizzare una molla in un orologio occorreva   forza della molla fu applicata tramite una corda a una sorta
               compensare tale variazione, rendendone quasi costante la   di cono scanalato partendo dal suo diametro minore per
                                                                       concludersi sul maggiore. La forza applicata decrescente, il
                                                                       ritorno della molla, sarebbe stata perciò compensata dal-
               35  p. dubois, Collection archéologique du Prince Soltykoff: Horlo-  la leva crescente, il raggio del cono nel punto di contatto,
               gerie, Parigi, 1858.
                                                                       esercitando per conseguenza una trazione pressoché co-
               In basso: Conoide e bariletto in una antica macchina d’orologio  stante. In termini tecnici la diminuzione della forza mo-




















































               214        f i o r i   d e l l a   p i e t r a i a
   211   212   213   214   215   216   217   218   219   220   221