Page 220 - Fiori della Pietraia - Invenzioni e Sviluppo delle tecnologie durante la Grande Guerra
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precisamente prefabbricate per la leggerezza del loro ar-
mamento e per la semplicità della posa in opera che non
necessitava di laboriosi adattamenti del terreno. Inizial-
mente, infatti, i binari avevano uno scartamento di appe-
na 40 cm ed erano del tipo Vignole da 4.5 kg/m, contro a
titolo di raffronto i circa 60 kg/m di quelli ordinari ed i 70
kg/m delle linee ad alta velocità, ed i carri che li percorre-
vano avevano sempre soltanto due assi, motrice compresa
quando presente. Alcuni anni dopo lo scartamento passò a
60 cm, con rotaie da 12 kg/m e si adottarono motrici a va-
pore: il successo che arrise a quelle ferrovie convinse De-
cauville a fabbricarle direttamente in un suo stabilimen-
to, in grado di fornire quasi ‘chiavi in mano’ una intera
ferrovia. Curiosamente a sancirne la validità fu l’impiego
agricolo per il trasporto della barbabietola da zucchero
che sui suoi vagoncini raggiungeva in brevissimo tempo,
in grande quantità le fabbriche di lavorazione. Quella po-
tenzialità si impose all’attenzione dei militari, per ragioni
sostanzialmente simili: dall’inizio del ‘900 dapprima fu
l’esercito francese a istallare ferrovie del genere nelle sue
fortificazioni nell’Est della nazione, reputandole idonee
però soltanto al servizio in strutture stabili. Negli stes-
si anni, invece, l’esercito germanico costruì una rete di
analoghe ferrovie destinandole al rifornimento dei diver-
si fronti in preparazione di una futura guerra, anche di
movimento. Idea che si confermò vincente nel corso del-
la Prima guerra quando i rudimentali camion disponibili
non riuscivano a trasportare le pesanti munizioni senza
affondare nel fango. In breve tutte le nazioni si dotaro-
no di ferrovie militari a scartamento ridotto, per lo più di
tipo Decauville da 60 cm. 43
Anche l’Esercito Italiano ne impiantò, soprattutto dopo
la conquista del Carso, dove la II e III Armata realizzaro-
no una rilevante rete ferroviaria campale, avvalendosi del-
le unità del Genio Ferrovieri. Per mezzo di tale infrastrut-
tura fu possibile rifornire le linee di combattimento e ai
giorni di Caporetto contava uno sviluppo di oltre 200 km,
con rotaie da 10km/m, collocate su traverse di ferro. Su
quei binari correvano un centinaio di locomotive ferman-
dosi quando necessario in una delle 80 stazioni apposita-
mente costruite.
L’esperienza, del resto, per ferrovie a scartamento ridot-
to non mancava avendo lo stesso esercito realizzato già pri-
ma della guerra alquante ferrovie leggere in Carnia, per
l’esattezza:
In alto: I solchi guida ruote di Pompei, spesso scambiati per incisioni 43 Cfr. e. fresNe’, 70 ans de chemins de fer betteraviers en France,
da usura. Dettaglio di un solco guida ruote Auray, 2007.
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