Page 217 - Fiori della Pietraia - Invenzioni e Sviluppo delle tecnologie durante la Grande Guerra
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trice veniva in tal modo controbilanciata dall’aumento del le spire a contatto cessava la carica, e da quel momento la
braccio della forza. 36 molla distendendosi poneva in rotazione la conoide che uno
In base alla sua connotazione geometrica, il dispositivo scappamento a folliot, oscillando in un verso e poi nell’altro,
fu chiamato conoide, e consisteva in un cono di bronzo frenava facendo emettere al congegno il noto tic-tac confer-
sulla cui superficie esterna era inciso un solco a spirale, si- ma del suo funzionamento. Una sola lancetta fissa su di un
mile alla trottola a strappo di fanciullesca memoria. Nella quadrante anulare rotante e diviso in 24 ore, indicava l’ora.
scanalatura si avvolgeva la corda proveniente, per la molla L’orologio del Taccola, più ancora di quello del Brunelle-
a nastro, dal barilotto che la conteneva e da lei fatto gira- schi fu certamente mobile, ma per l’ingombrante folliot non
re; per quella elicoidale, dall’alloggiamento in cui si allun- ancora portatile, peculiarità che acquisirà in breve tempo
gava o contraeva. Questa la sua esatta definizione: “dispo- adottando lo scappamento a ruota e quindi a spirale. 40
sitivo in forma di cono, montato su una ruota dentata che
ingrana con la prima ruota motrice dell’orologio. Nel solco Le ferrovie a scartamento ridotto
a spirale, che lo percorre dalla base alla sommità, durante
la carica si avvolge il budello (o la catena), che poi la mol- Lo scoppio della Prima guerra mondiale ebbe, tra le tan-
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la richiama facendolo ruotare.” Del conoide iniziò a par- te conseguenze, anche quella di rallentare – se non pure di
larne, per quanto oggi sappiamo, già Filippo Brunelleschi bloccare del tutto la costruzione di nuove linee ferroviarie,
1377-1446, orafo, scultore, architetto e ingegnere, nonché molte delle quali di interesse regionale e perciò in buona
eccellente orologiaio che seppe trarre proprio da quel me- parte a scartamento ridotto. Soltanto nel nord e, in partico-
stiere molti suggerimenti per le sue straordinarie macchine lare, nel nord-est, se ne costruirono rapidamente di nuove,
da costruzione. Di quella sua attività si trova traccia anche tutte destinate ad impieghi militari, per lo più al trasporto
nel Vasari che la ricordò con queste parole: “Laonde aven- verso le prime linee degli immensi quantitativi di munizio-
do preso pratica con certe persone studiose, cominciò a en- ni necessari ai combattimenti. A queste che finita la guerra
trare colla fantasia nelle cose de’ tempi e de’ moti, de’ pesi spesso restarono ancora a lungo in esercizio, si aggiunsero
e delle ruote, come si possan far girare e da che si muo- quelle ex austriache ed ex bosniache rientrate nel territorio
vono; e così lavorò di sua mano alcuni oriuli buonissimi e italiano dopo i riassetti geografici della vittoria. Volendo
bellissimi…” Più dettagliato il suo biografo che così scris- precisare cosa si debba intendere per ‘scartamento’, si de-
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se al riguardo: “ Essendosi dilettato pel passato e fatto al- finisce la distanza misurata all’ interno delle due rotaie di
cun oriolo e destatoio dove sono varie e diverse generazio- un binario ferroviario, 14 mm sotto il piano di rotolamen-
ni di molle e da varie moltitudini d’ingegni moltiplicate… to. Sebbene si siano compiuti vari tentativi per unificare
gli dettero grandissimo aiuto al potere immaginare diverse tale dimensione a livello mondiale, attualmente se ne con-
macchine da portare e da levare e da tirare”. Tuttavia l’u- tano alquante e per conseguenza altrettanti scartamenti,
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nico suo orologio di cui oggi siamo a conoscenza fu costru- anche nelle sola Europa. In linea di ampia schematizzazio-
ito nel 1445 per la torre del Palazzo dei Vicari di Scarperia. ne lo scartamento ordinario adottato dal maggior numero
In quegli stessi anche Mariano di Jacopo, detto il Tacco- di Paesi fra i quali anche l’Italia è pari a 1435-45 mm, per
la, (1382-1453) si occupò del dispositivo a conoide, e verosi-
milmente lo utilizzò per la costruzione di un primo orologio 40 Cfr. F. russo, f. russo, Techne…, cit., vol. IV, Età Moderna, pp.
mobile a molla del quale ci ha lasciato un dettagliato schiz- 144-51.
zo. Funzionava appena per sei ore, con una molla elicoidale
allungata, che veniva deformata avvolgendo sulla conoide In basso: Definizione grafica dello scartamento ferroviario
con una manovella la corda fissata alla sua estremità. Con
36 p. fouCher, Manuale d’orologeria, Firenze, 1893.
37 Da f. Nieddu, Le macchine del tempo. Lezione del corso di Storia
della Tecnologia 17.03.2006, pp.10-11 versione on line.
38 Da g. vasari, Le vite dei più eccellenti architetti, pittori, et scul-
tori italiani, da Cimabue insino a’ tempi nostri, Firenze, 1550 alla vita
di Filippo Brunelleschi.
39 Da a. maNetti, Vita di Filippo di Ser Brunellesco, ristampa 1927,
p.19,
parte terza - attinenze all’edilizia ed alla meccanica 215

