Page 218 - Fiori della Pietraia - Invenzioni e Sviluppo delle tecnologie durante la Grande Guerra
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cui si definisce ridotto quello infe-
                                                                                            riore e largo quello maggiore. La
                                                                                            premessa tecnica dalla quale deri-
                                                                                            vò quella misura, adottata sin dal
                                                                                            loro esordio sulle ferrovie britan-
                                                                                            niche, incredibilmente risale all’e-
                                                                                            poca romana, giustificando una
                                                                                            breve digressione. In linea di mas-
                                                                                            sima i Romani non furono grandi
                                                                                            costruttori di carri. Li copiarono
                                                                                            dalle etnie nordiche e li adattaro-
                                                                                            no alle loro ottime strade e ai loro
                                                                                            molti bisogni, ricavando una am-
                                                                                            pia gamma per ogni genere d’im-
                                                                                            piego: carri agricoli, merci, botte,
                                                                                            per materiali incoerenti, ed ancora
                                                                                            diligenze e carrozze letto a quattro
                                                                                            o a sei cuccette. Tutti, però, non
                                                                                            avevano l’assale anteriore sterzan-
                                                                                            te, come nei rimorchi degli attuali
                                                                                            autotreni, per cui le curve richie-
                                                                       devano raggi stradali abbastanza ampi e, quel che era pag-
                                                                       gio, risultava impossibile dirigere quei carri nelle strette
                                                                       strade cittadine in modo di impedire alla ruote di sbattere
                                                                       contro le loro alte banchine.
                                                                                                41
                                                                        Per risolvere questo grave problema ci si ricordò dei sol-
                                                                       chi guida-ruote, che proprio a Pompei vantano eloquenti
                                                                       esempi, a volte in coassiali alla stessa strada per centina-
                                                                       ia di metri, a volte appena adiacenti agli attraversamenti.
                                                                       Non era un scelta irrazionale, poiché i veicoli a ruota gui-
                                                                       data odierna, tramvai e treni, sono preferiti proprio perché
                                                                       il binario ne favorisce il transito in ambiti appena più larghi
                                                                       del veicolo stesso, senza eccessive oscillazioni. Dal punto
                                                                       di vista tecnico va osservato che l’adozione dei solchi guida
                                                                       ruote suppone l’uniformazione della distanza fra le ruote
                                                                       dei veicoli, equivalente antico della distanza fra i binari, at-
                                                                       tualmente definita scartamento. Gli ingegneri romani, por-
                                                                       tarono quella dimensione a coincidere con il passo, ovvero
                                                                       a 1.480 mm, 45 mm in più dell’odierno scartamento ferro-
                                                                       viario dei più avanzati paesi del mondo, sui quali sfrecciano
                                                                       convogli ad oltre 500 km/h!
                                                                        Le ragioni che invece favorirono lo scartamento ridotto
                                                                       vanno ravvisate nella superiore flessibilità del tracciato pla-
                                                                       no-altimetrico, ovvero nella possibilità di adottare curve di
                                                                       raggio più stretto con ruote di minor diametro e di superare


                                                                       41  Cfr. f. russo, f. russo, Techne…, cit., vol. I, Età Classica, pp.
                                                                       121-28.




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