Page 73 - GUIDA AGLI ARCHIVI DELL’UFFICIO STORICO DELL’AERONAUTICA MILITARE
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1. DALL’ISTITUZIONE ALL’8 SETTEMBRE 1943

                                   teca centrale del R. esercito, fornirono notizie sulla costituzione dei primi reparti
                                   del servizio aeronautico .
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                             Ed ancora, la Camera dei deputati inviò una raccolta delle leggi concernenti l’Ae-
                             ronautica votate dal Parlamento, mentre non furono di rilievo le ricerche estese agli
                             ufficiali della Regia aeronautica e ai privati, riuscendo, in quest’ultimo caso, solo
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                             a rientrare in possesso di quattro pacchi di materiale storico della specialità “cac-
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                             ne traesse un libro in cui fossero esposte le gesta dei cacciatori del cielo” .
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                             Si trattava, in totale, di circa duecento “cartelle di documenti storici”, prevalente-

                             mente di natura disomogenea e disorganica , che, alla data del marzo 1928, dove-
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                             vano “ancora essere convenientemente sistemati, catalogati e rubricati” e la ragione





                             dell’Aeronautica d’intervenire per far ottenere alla Sezione storica un locale, nel sottosuolo o nel
                             sottotetto, presso Palazzo del Viminale, sede allora anche di una parte dell’Amministrazione aero-
                             nautica, compresa la Sezione storica. Cfr. lettera Ufficio di Stato maggiore della Regia aeronautica,
                             3° Reparto informazioni, Sezione storica, 12 mar. 1927, prot. n. 112, “Locali per temporaneo de-
                             posito di materiale d’archivio”, a firma del capo di Stato maggiore, gen. Armando Armani, indiriz-
                             zata al Ministero dell’aeronautica, Gabinetto e minuta lettera “Locali per temporaneo deposito di
                             materiale d’archivio”, s.d., a firma, d’ordine del ministro dell’Aeronautica, del capo di Gabinetto,
                             ten. col. Aldo Pellegrini. Entrambi i documenti in AUSAM, Ufficio storico della Regia aeronautica
                             poi dell’Aeronautica militare, b. 1, fasc. 4.
                             24  “Pro-memoria per S.E. il sottosegretario di Stato. Assestamento dell’Ufficio storico”, 22 mar.
                             1928, a cura del ten. col. E.[rcole] Morelli, in AUSAM, Ufficio storico della Regia aeronautica poi
                             dell’Aeronautica militare, b. 1, fasc. 5.
                             25  “Pochi documenti, e di non grande volore [sic] storico perché incompleti, si poterono poi avere
                             in copia da qualche ufficiale dell’Aeronautica”, in ibidem.
                             26  Dovrebbe trattarsi di Vittorio Malpassuti, dei marchesi di Montiglio, conte di Andoglio. Amico
                             di Gabriele D’Annunzio, fu scrittore, giornalista, poeta, drammaturgo e sceneggiatore, autore della
                             Preghiera degli aviatori, adottata, con qualche modifica, dall’Aeronautica militare, nonché della
                             pubblicazione Aquile azzurre, Roma, Casa editrice Accademia, 1930 (Collana di poesia, diretta da
                             Alberto Albani Barbieri, 8).
                             27  Anche perché l’operazione non fu accompagnata dall’indicazione di uniformi e chiari criteri di
                             valutazione e selezione, se non quelli di un generico “valore storico” e di una preferenza per le carte
                             sulla partecipazione agli eventi bellici, lasciando ampio margine alla soggettività degli enti, comandi
                             e reparti produttori e/o custodi della documentazione. A questo si aggiunga anche un’attenzione,
                             da parte della Sezione storica e poi dell’Ufficio storico, rivolta al “dato” e alla “notizia” piuttosto
                             che ai complessi documentari integri, con la perdita di quelle chiavi “ermeneutiche” che potevano
                             consentire (e consentono) una lettura “filologicamente” corretta delle carte.



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