Page 148 - Cittadini e Soldati - I Sacrari Militari Italiani all'estero
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               Dei 200.000 uomini che effettivamente componevano l’ARMIR sul Don, poco più di 114.000 giunsero in salvo. Circa
               85.000 rimasero nella steppa russa, catturati, uccisi nei combattimenti o morti di stenti nella ritirata.
               Dalle carte russe si sa che gli italiani catturati nel 1943 furono circa 70.000. Per essi la sorte non fu benigna. L’Unione
               Sovietica era infatti in una situazione di estrema difficoltà in quel momento, e il trattamento dei prigionieri non poté
               non risentirne. Trasferiti nei campi della Siberia, i prigionieri italiani vi rimasero in condizioni durissime ben oltre la
               fine della guerra, iniziando a venire rimpatriati nel 1946. In quel lasso di tempo oltre 60.000 aveva perduto la vita
               soprattutto a causa della denutrizione e delle temperature rigidissime dei molti inverni passati in prigionia. Solo alla
               metà nel 1954 gli ultimi reduci poterono rimpatriare. In tutto ne torneranno poco più di 10.000.




























































                                                       Monumento ai Caduti italiani in Crimea
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