Page 150 - Cittadini e Soldati - I Sacrari Militari Italiani all'estero
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146 Cittadini e Soldati - i SaCrari Militari italiani all’eStero
rePuBBliCa federale russa
l Commissariato Generale Onoranze ai Caduti in Guerra, sotto la tutela del Gabinetto del Ministro della Difesa
ed in fattiva collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri, ha sempre tentato di promuovere iniziative
I per ottenere dalle Autorità dell’ex Unione Sovietica l’autorizzazione ad effettuare ricognizioni tecniche nelle
aree dove, dalla documentazione custodita agli atti, furono allestiti i nostri Cimiteri Campali Militari. Negli anni che
vanno dal 1990 ad oggi il Commissariato per le Onoranze Caduti in Guerra ha avviato ogni possibile iniziativa, senza
tralasciare gli altri compiti di istituto, nella ricerca dei nostri militari scomparsi sul fronte russo, indirizzando i propri
sforzi al rimpatrio delle salme dei soldati sepolti nei cimiteri campali allestiti dai cappellani militari, e all’erezione
di cippi ricordo in prossimità dei campi dove morirono e furono sepolti i soldati italiani i cui resti oggi non sono
riconoscibili. In concomitanza a queste attività è stata poi iniziata l’acquisizione di ogni possibile documentazione
in possesso delle Autorità russe riguardante i prigionieri di guerra italiani, parte integrante del processo di recupero
anche della memoria storica della prigionia.
Il nuovo corso instauratosi in Russia per merito del presidente Gorbaciov consentì un dialogo più franco e più
comprensivo con quelle Autorità governative e fin dal 1990 iniziarono i primi contatti per vedere quale soluzione
poteva darsi al problema delle sepolture dei nostri Caduti.
Il Commissariato Generale Onoranze ai Caduti in Guerra, nella persona del suo Commissario Generale, affiancò
costantemente gli incontri a livello diplomatico e governativo. Inizialmente, la richiesta italiana di rimpatrio dei Resti
dei nostri soldati sepolti nei cimiteri campali fu accolta solo per un’unica simbolica Salma.
Il 2 dicembre 1990, quindi, venivano restituite all’Italia le prime Spoglie di un nostro Soldato “Ignoto” morto sul
fronte russo nel lontano 1942. Dopo aver ricevuto a Mosca gli onori militari da parte di un reparto dell’Armata
Rossa, l’urna contenente i Resti mortali del nostro connazionale, veniva accolta solennemente a Redipuglia (Gorizia)
dal Presidente della Repubblica Cossiga e dalle più alte Autorità civili e militari ed in seguito tumulata nel Tempio di
Cargnacco (Udine) dedicato ai Caduti del CSIR e dell’ARMIR.
Il ritorno delle Spoglie di un solo Caduto non aveva soddisfatto l’opinione pubblica, in particolare aveva acceso ancor
di più il desiderio dei familiari dei Caduti interra di Russia dei quali si conosceva esattamente il cimitero e la posizione
della tomba grazie agli elenchi ed alle mappe redatte, a suo tempo, dai Cappellani militari. Pertanto il Commissariato
Generale continuò con perseveranza la sua opera di convincimento degli interlocutori russi affinché si arrivasse al
rimpatrio di tutti i Resti mortali recuperabili.
A coronamento di questi sforzi, nell’aprile 1991, fu stipulato un accordo tra il Governo italiano e quello dell’ex
Unione Sovietica per l’esumazione di tutti i Caduti sepolti nei cimiteri campali italiani situati nel territorio dell’ex
URSS. Successivamente similari accordi furono stipulati anche con il Ministero della Difesa bielorusso (1993) e con
la Repubblica dell’Ucraina (1993 e 2000). Attualmente è in corso una intesa analoga con la repubblica del Kazakistan.
La localizzazione delle aree di sepoltura, iniziata fin dal 1989, fu affidata ad una delegazione di rappresentanti del
Commissariato Generale Onoranze ai Caduti in Guerra e dell’Unione Nazionale Italiana Reduci di Russia (U.N.I.R.R.),
che in due successive ricognizioni riuscì a localizzare trentadue cimiteri. La campagna di ricerche è proseguita negli

