Page 177 - Cittadini e Soldati - I Sacrari Militari Italiani all'estero
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                                            AFRICA ORIENTALE,


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                                                INTRODUZIONE STORICA




                                              la CaMPagna di eritrea. 1885-1897



                          Africa orientale fu il primo teatro dell’espansione coloniale italiana. Essa iniziò nel 1883, quando il Regno
                          d’Italia rilevò dalla Compagnia di navigazione Rubattino la stazione carbonifera di Assab sul Mar Rosso,
               L’ proseguì nei decenni seguenti fino alla sconfitta nella Campagna del 1941 contro le forze alleate e della
               resistenza etiopica ed ebbe un epilogo con il mandato fiduciario da parte delle Nazioni Unite sulla Somalia dal 1950
               al 1960.
               La storia della presenza italiana nel Corno d’Africa fu fin dall’inizio molto contrastata, trovando sul proprio cammino
               l’opposizione del maggiore e più antico degli stati africani, il Regno d’Etiopia, retto dal Negus Giovanni IV i cui
               possedimenti arrivavano fino alle immediate vicinanze della costa. Negli anni 1883-1885, il possedimento di Assab
               costituì la base per la successiva espansione italiana nella regione che con l’occupazione di Massaua portò l’intera costa
               eritrea sotto dominio italiano.
               Nel 1887 un contingente di circa 500 uomini venne distrutto dagli etiopici a Dogali, una località a mezza strada fra
               Massaua e Saati, un piccolo forte occupato dagli italiani ai margini dell’Altipiano eritreo.
               L’episodio suscitò notevole impressione in Italia ma non fermò l’espansione nella regione, che riprese alcuni anni
               dopo in seguito alla morte in battaglia del Negus Giovanni IV contro le milizie islamiche del Sudan. Il Regno d’Italia
               appoggiò nella successiva lotta per il trono il monarca dello Scioà, Menelik, in cambio del riconoscimento della
               sovranità italiana sull’Eritrea e del protettorato sull’Etiopia, accordo formalizzato nel 1891, dopo la salita al trono di
               Menelik, con il trattato di Uccialli. Successive dispute di confine e di interpretazione del trattato portarono ad una
               ripresa delle ostilità fra Etiopia e Italia, per altro impegnata anche dalla minaccia dal Sudan. Dopo una iniziale serie di
               successi sui due fronti le esigue forze italiane furono battute dagli etiopi all’Amba Alagi, perdettero il forte di Macallè
               e furono infine nuovamente sconfitte nella battaglia di Adua il 1° marzo 1896.
               La sconfitta delle nostre truppe, subita a Adua nel 1896, oltre a provocare la rinuncia ad ogni ulteriore iniziativa
               italiana in Africa, lasciò un profondo doloroso ricordo nell’opinione pubblica. Nel 1897 il trattato di Addis Abeba
               sanciva la fine della guerra e i confini fra i possedimenti italiani e il Regno di Etiopia.
               Nel 1890 si avviò anche la penetrazione italiana in Somalia dove venne costituito negli anni seguenti un protettorato
               sui Sultanati di Obbia e dei Migiurtini costituito poi in Colonia della Somalia. Tale territorio visse una vita separata
               dall’Eritrea fino al 1935, quando si riaccesero le ostilità fra Italia e Etiopia.
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