Page 136 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
P. 136
136 Thaon di Revel
Adorno nel suo bel palazzo a S. Damiano. “ 4
Sicuramente gli pesava questa situazione che lo allontanava dai comandi operativi, per di più a rin-
carare sul sedentarismo, come lui stesso disse con sarcasmo, fu l’incarico, ricevuto poco dopo, di co-
mandante del Collegio Militare ospitato nell’edificio dell’ex Ospedale Militare filiale di San Luca (oggi
5
caserma Teuliè) istituito dal ministro della Guerra il 27 agosto 1859. La sollecitudine con cui il governo
provvide a riorganizzare la scuola era dettata dalla necessità di fornire ai nuovi quadri dell’esercito
un’attenta preparazione, ma c’era anche l’esigenza, come vedremo in seguito, di inserire nel tessuto ur-
bano di Milano una forte presenza militare che si rifacesse alla tradizione sabauda. Il primo comandante
del Collegio militare fu il luogotenente colonnello Efisio Cugia , al quale solo dopo poche settimane
6
subentrò Genova che, con grande senso del dovere, si accollò la direzione del convitto, lui che era stato
educato in casa e di scuola pubblica non aveva nessun esperienza.
Godevano i milanesi di vedere quella figura aperta e marziale di Vittorio Emanuele
Il di Revel in realtà in questo suo soggiorno a Milano assistette e partecipò, non sempre forse con pie-
na consapevolezza a giudicare dai suoi ricordi, come alto ufficiale dell’esercito sardo e illustre rappre-
sentante dell’aristocrazia sabauda, alla complessa operazione tesa a riannodare quel legame tra Milano
e la Casa Reale che era stato troncato in modo davvero traumatico undici anni prima sotto le finestre di
Palazzo Greppi.
Le ripetute e strategiche visite di Vittorio Emanuele nel capoluogo lombardo il 14 luglio e il 7 ago-
sto, le scelte compiute per le nomine delle più importanti autorità di governo della regione e per quelle
delle istituzioni simboliche della vita civile e culturale della città, indicavano la volontà del sovrano di
chiudere definitivamente il capitolo del 1848, inteso come il momento dell’egemonica influenza di Carlo
Cattaneo, Enrico Cernuschi, Giuseppe Mazzini e di tutto quel gruppo di influenti personalità politiche di
orientamento apertamente repubblicano e antisabaudo che già Genova aveva bollato come i combattenti
della sesta giornata e ai quali attribuiva gran parte della responsabilità del fallimento della Prima Guerra
d’Indipendenza.
Così quasi a suggello di questa sorta di resa dei conti tra Casa Savoia e l’intellettualità antimonarchica
ci furono: la nomina a Governatore generale della Lombardia di Onorato Vigliani, il magistrato piemon-
tese che si era distinto a Genova nella repressione dei moti mazziniani, il solenne ufficio funebre, chiaro
gesto riparatore, celebrato nel Duomo pomposamente parato a lutto il 28 luglio in ricordo di Carlo Alber-
7
to con l’iscrizione sulla porta della cattedrale dettata da Achille Mauri, la designazione di Alessandro
4 Ivi, p. 88.
5 «Le norme erano le medesime del Collegio Militare di Asti, istituito nel 1857 e di quello di Racconigi, fondato nel 1834 per i figli di
militari. Poiché il decreto non dava indicazioni sulla sede presso la quale si doveva istituire il collegio, fu insediata una commissione
col compito di decidere sulla idoneità allo scopo dei locali di San Luca. Ne facevano parte il podestà di Milano, conte Belgioioso, il
dottor Tomaselli, medico provinciale, un ufficiale del Genio e uno della Sanità Militare. La commissione operò alacremente e diede
il suo parere favorevole già all’inizio del mese di ottobre, giudicando i locali atti ad accogliere centosettanta allievi più il personale di
servizio». Cfr. Marco Grasso, I cadetti di Milano. Storia della Scuola Militare Teulié, Proedi, Milano, 2007 pp.122-126.
6 Efisio Cugia di Sant’Orsola (Cagliari 1818 – Roma 1872). Proveniente dall’arma di artiglieria, partecipò alla guerra del 1848 guada-
gnandosi una prima medaglia d’argento a Goito e una seconda a Novara. Nella Seconda guerra d’indipendenza fu nel corpo di Stato
Maggiore con il grado di tenente colonnello ed ebbe la croce di Ufficiale dell’Ordine militare di Savoia. Lasciato il Collegio militare
di Milano poche settimane dopo la sua nomina a direttore, fu incaricato degli affari di guerra nell’Italia meridionale. Nel 1861 divenne
aiutante di campo del re.
7 Achille Mauri (Milano 1806 – Pisa 1883) Scrittore e collaboratore di molte intraprese editoriali milanesi, nel 1848, affiancando Cesare
Correnti, divenne segretario aggiunto del Governo provvisorio di Lombardia. Per questo suo impegno politico, dopo il ritorno degli
austriaci, fu costretto a riparare in Piemonte dove si occupò dell’organizzazione dell’insegnamento scolastico in particolare negli asili
d’infanzia. Nel giugno del 1859, dopo la liberazione di Milano, divenne direttore generale della Istruzione pubblica e culto del regio
capitolo quinto

