Page 248 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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                     dovesse ricorrere alla forza contro i rivoltosi, dovrà agirsi energicamente, senza ambagi né tituban-
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                     ze ed il disordine dovrà essere represso nel modo più pronto e decisivo.”
                  Padova, a parere del ministro, era una delle località, sede di guarnigione, dove si sarebbe potuto
               verificare una pericolosa saldatura tra i militari e gli studenti universitari. La tensione nella città veneta
               restava alta e, manifestazioni di protesta contro la Santa Sede organizzate dai giovani universitari, erano
               già avvenute alla fine di gennaio 1868.  Così il generale di Revel ricevette una seconda circolare dal mi-
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               nistro della Guerra in cui si invitavano i comandanti alla più stretta vigilanza sui sottoposti. Govone poi,
               confermando un pregiudizio, diffuso nelle alte gerarchie militari dell’esercito, che vedeva uno stretto
               legame tra l’istruzione e il partito sovversivo, chiedeva, per impedire il contagio delle idee mazziniane,
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               di valutare la possibilità di sospendere per i sottufficiali la frequentazione delle scuole magistrali.
                  Non tutto però a Padova aveva il colore della sedizione. Infatti nella piccola città veneta, periferica
               rispetto alla vita politica nazionale, mentre l’università e la presenza degli studenti sembravano alimen-
               tare le mene  dei gruppi di ispirazione repubblicana, proprio qualche tempo prima, nel corso del 1869,
               venne costituita, nel solco della tradizione più autenticamente patriottica, la Società Solferino e San
               Martino per impulso del conte Luigi Torelli  e del marchese Ippolito Cavriani . Scopo della Società era
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               quello di ricordare uno dei fatti più significativi della storia d’Italia e di dare degna sepoltura ai militari
               che avevano sacrificato la propria vita agli ideali risorgimentali.
                     “Gli avanzi mortali di quei prodi non devono più lasciarsi in balia di chicchessia né esposti per venir
                     utilizzati per bonificamento di terreni o per industrie. Quanti si potranno ricuperare amici e nemici
                     perché la morte li ha resi tutti uguali ed è da rispettarsi anche il nemico che cadde facendo il suo



               3   MRNT, Archivio Govone, Cart. 7, b.8, n.4. Govone a Genova di Revel, Firenze 14 aprile 1870. La circolare è riportata anche in Marco
                   Scardigli, Lo scrittoio del generale, Cart. p. 544.
               4   Genova Thaon di Revel, Sette mesi al ministero, cit., p. 245.
               5   MRNT, archivio, Cart. 7, b. 8, n. 4. «Firenze, 17 aprile 1870. Signor Generale, colla mia lettera 14 corrente ho raccomandato a V.S.
                   Govone di curare che la massima vigilanza si eserciti sui Comandanti le truppe e sui loro dipendenti, perché se taluno di essi si lascias-
                   se guadagnare dal partito sovversivo, sia subito conosciuto e si provveda a suo riguardo ad esempio e salvezza degli altri. Credo oppor-
                   tuno far seguito a quella raccomandazione denunciando i seguenti indizi che si notarono nei militari che si compromisero nel disordini
                   di Pavia e Piacenza recentemente avvenuti. “Essi portavano ad armacollo, se non tutti, almeno in parte, per segno di riconoscimento la
                   tasca a pane e di fatto taluni dei militari disertati la portava e con essa fuggì. Si rimarcò in oltre, che in essa tasca a pane, alcuni indi-
                   vidui avevano posto oggetti di corredo tolti dallo zaino, la qual cosa dimostrerebbe inequivocabilmente la predeterminazione, nessun
                   regolamento autorizzando a togliere gli oggetti contenuti nello zaino quando l’individuo in caso di allarme possa indossare la tasca a
                   pane. Si noti poi che nella notte in cui successe il disordine essi si ponevano a letto vestiti. Quali fossero i dettagli del progetto degli
                   agitatori già accennai nella mia lettera privata del 14 corrente; la loro conoscenza è utile per un tal qual norma nei particolari delle pre-
                   cauzioni a prendersi e della vigilanza ad esercitarsi. Badino dunque i Comandanti dei Corpi ai notati e ad altri consimili indizi e segni
                   che si osservassero in taluni dei loro dipendenti. Non è ammissibile che i Comandanti di truppe e gli ufficiali non conoscano se non il
                   modo di pensare, almeno qual genere di persone e convegni frequentino i loro dipendenti, e non sappiano giudicare fino ad un punto
                   abbastanza sicuro del loro più o meno buono spirito (...) Il Ministro per es. amerebbe conoscere la loro opinione sulla convenienza di
                   continuare sull’invio di quantità di Sotto Ufficiali alle scuole Magistrali, e fin d’ora segnala alla loro attenzione l’opportunità dell’abo-
                   lizione o riduzione delle licenze serali ai sott’ufficiali stessi (…) Questo ministero accoglierà tali proposte con la più grande premura
                   e desidera perciò avere sia sulle cause del male sia sui rimedi proposti una rapporto dei Comandanti di Corpo e di Brigata dalla S.V.
                   commentato».
               6   Luigi Torelli (Villa di Tirano1810 -Tirano1887) Conte valtellinese, fu il fondatore con il marchese mantovano Ippolito Cavriani della
                   Società Solferino e S. Martino, di cui fu Presidente Onorario. Torelli fu due volte ministro dell’Agricoltura: la prima volta nel 1849,
                   quindi nel 1864. Esponente tra i più importanti del moderatismo italiano, è famoso il suo gesto in occasione delle Cinque Giornate di
                   Milano: fu infatti lui ad issare il tricolore italiano sulla guglia più alta del Duomo milanese. Sostenitore di Ricasoli e di Cavour, esercitò
                   la carica di prefetto a Palermo e a Venezia. Senatore, fu lui il relatore in Senato per la nomina di Genova di Revel.
               7   Ippolito Cavriani (Mantova 1808 – Ivi 1893) Il marchese Ippolito Cavriani fu una delle personalità più spiccate di Mantova, si prodigò
                   per la sua città, della quale fu per anni amministratore, risolvendo i più importanti problemi di interesse civico; uomo di studio, rac-
                   colse una preziosa biblioteca ricca di incunaboli e di edizioni rare, fu amico di Cesare Correnti e di Cesare Cantù che apprezzarono le
                   sue alte doti di umanista. Per le particolari benemerenze venne eletto deputato di Mantova nel 1867. Promosse, infine, con Torelli la
                   fondazione della Società di Solferino e San Martino della quale divenne Presidente onorario.
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