Page 250 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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                     spettose ostilità continuamente commesse, o lasciate commettere, dal Governo contro il cattolicesi-
                                                                                           12
                     mo e dall’inconsultamente celebrata breccia; non ché dalla fatale astensione.”
                  Insomma la soluzione della questione romana, così come si realizzò, lo riempì di grande amarezza.
               Era molto critico sia sull’azione di forza del governo che bloccava ogni possibile accordo con il pontefi-
               ce sia sulla reazione di Pio IX che decise di rifiutare ogni intesa e di considerarsi prigioniero in Vaticano.
               Il gesto del papa inasprì ancor più il significato del Non expedit e rafforzò una battagliera corrente di
               cattolici intransigenti con cui Genova polemizzò per tutta la vita.
                  Per contrastare la pericolosa deriva anticattolica della politica nazionale o forse proprio per le delu-
               sioni provate, decise di presentarsi alle elezioni indette per la fine del 1870 e fu eletto nel suo tradizionale
               collegio piemontese di Chivasso, al ballottaggio del 27 novembre. Entrò così, per l’ultima volta, alla
               Camera dei Deputati. Nel corso della XI Legislatura la sua presenza in Parlamento fu molto discontinua:
               fu presente il 20 dicembre 1870 per la convalida della sua elezione e approvò, insieme alla maggioranza,
               un ordine del giorno di Domenico Farini che impegnava il governo a fissare per legge l’inquadramento
               militare, con l’articolazione definitiva dell’esercito fino al livello compagnia, squadrone, batteria.  Non
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               prese invece parte né alla vivace discussione né alla votazione del 21 marzo 1871 della legge «Per gua-
               rentigie al papato e per il libero esercizio dell’autorità spirituale». Preferì occuparsi come curatore del
               suo primo lavoro editoriale, l’edizione di Mémoires sur la guerre des Alpes et les événements en Piémont


               12  Genova Thaon di Revel, Umbria e Aspromonte, cit., introduzione. Con l’espressione «la fatale astensione» Revel si riferiva al Non
                   expedit.
               13  Cfr. Stato maggiore dell’esercito, Ufficio storico, L’esercito italiano dall’Unità alla Grande Guerra, 1861 – 1918, Ufficio storico
                   SME, Roma, 1980, p. 79.
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