Page 75 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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Missione a Vienna 1850 -1853                                    75




                           Il capitano di Revel affrontava, in questa lunga lettera, con lucidità anche le novità politiche seguite
                        alla improvvisa morte del principe Felix von Schwarzenberg nell’aprile del 1852. L’immenso potere
                        concentrato nelle sue mani era tornato in quelle dell’imperatore, che, tuttavia, per forza di cose, non
                        avrebbe potuto far fronte da solo a tutte le necessità dell’azione di governo. Così, secondo Genova,
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                        avrebbero ripreso influenza, ciascuno nel proprio ambito di competenze, i ministri che lo circondavano.
                           Nel lungo elenco di personalità ricordava anche il ministro degli Esteri Karl Ferdinand von Buol
                        che aveva già conosciuto a Torino e con il quale intratteneva rapporti di cordiale amicizia, giocando a
                        whist e recandosi al Volksgarten per ammirare le ragazze, decisamente ostile al Regno di Sardegna e
                        all’Italia come dimostrò subito dopo. Tutti questi autorevoli e influenti personaggi, che circondavano il
                        ventiduenne imperatore Francesco Giuseppe, facevano intravedere una frammentazione nel comando
                        dell’impero che poteva rappresentare un elemento di crisi latente della monarchia asburgica. Comun-
                        que, nonostante le difficoltà e le contraddizioni che coglieva, quali la situazione critica delle finanze, la
                        giovane età del sovrano, le tensioni con la Prussia, con l’Ungheria e con il Regno di Sardegna, doveva
                        infine riconoscere che un tracollo a breve dell’impero era da escludere:
                             Tuttavia questo impero così composito durerà ancora a lungo, e possiede sempre grandi risorse 38
                           Quasi sul finire della sua missione in Austria, tornò a Pesth, in Ungheria, dove era già stato con
                        Govone, come abbiamo ricordato, per seguire la visita dell’imperatore nell’estate del 1852. Francesco
                        Giuseppe cercava di riconquistare alla corona l’amicizia della popolazione ungherese, che, dopo la dura
                        repressione del movimento indipendentista, manteneva nei confronti dell’Austria un’ostilità silenziosa
                        ma ferma. Nonostante l’ingente sforzo delle autorità, gli archi di trionfo, le luminarie nelle città, la
                        popolazione rimaneva fredda. Della visita, di cui fece un dettagliato rapporto, raccontò tra l’altro a La
                        Marmora di un curioso imprevisto occorso all’imperatore e che solo per un momento sembrò suscitare
                        la simpatia dei cittadini di Pesth.
                             “Al primo sguardo l’uniforme bianca e il suo aspetto freddo avevano deluso; fortunatamente per lui
                             il suo cavallo si è impennato e a questa difficoltà è riuscito a rimediare con molta eleganza e molto
                             aplomb. questo incidente, una cosa da niente in apparenza, ha suscitato improvvisamente milioni di
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                             Eljen [evviva] nella popolazione e cambiato in entusiasmo l’accoglienza dei presenti.”
                           Il di Revel rimaneva sorpreso per alcune scelte e decisioni prese dal cerimoniale di Corte che confer-
                        mavano la mancanza di sensibilità e di attenzione del sovrano nei confronti della popolazione ungherese.
                        Francesco Giuseppe commemorava i militari che si erano battuti con onore in difesa della monarchia
                        contro la rivoluzione, distribuiva medaglie al valore ai reparti italiani che nella fortezza di Buda avevano
                        resistito eroicamente agli assalti degli ungheresi e passava in rassegna le truppe con l’uniforme di Feld
                        Maresciallo austriaco. Tutto questo naturalmente non poteva che ferire i sentimenti della popolazione.
                        Insomma quel che emergeva dalla relazione del capitano di Revel era la grande, radicata difficoltà della
                        monarchia asburgica nello stabilire un rapporto di benevola coesistenza con le nazionalità che compone-
                        vano l’impero, in questo caso con quella ungherese.
                           Nell’agosto del 1852 Genova inviò a Torino l’ultimo rapporto, un lungo minuzioso elenco di tutte le
                        truppe dell’impero austriaco, la loro dislocazione, gli ufficiali preposti, l’informazione più completa e
                        aggiornata dopo la riorganizzazione compiuta dal generale Degenfeld.



                        37  Il barone Karl Friederich von Kübeck, responsabile della politica economica e finanziaria austriaca, Alexander Bach, ministro degli
                           Interni, il generale Karl Grüne aiutante di campo dell’imperatore, il generale Johann Frank Kempen, capo supremo della polizia, il
                           generale Heinrich von Hess, capo di Stato maggiore, braccio destro di Radetzky, il vero autore della vittoria delle armi austriache in
                           Italia nella guerra 1848 – 1849 e Karl Ferdinand von Buol, ministro degli Esteri.
                        38  ASBI, Carte La Marmora, cit., Revel a La Marmora, 11 juillet 1852.
                        39  ASBI, Carte La Marmora, cit., Revel a La Marmora, 9 juin 1852.
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