Page 76 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
P. 76

76                                             Thaon di Revel




                  In Italia nei primi mesi del 1853 si era aperta una grave crisi tra il Regno di Sardegna e l’Austria in
               seguito al fallito tentativo insurrezionale mazziniano a Milano del 6 febbraio.
                  L’amministrazione imperiale infatti aveva disposto il sequestro di tutti i beni mobili e immobili dei
               profughi del Lombardo -Veneto rifugiati in Piemonte. Fu la prima difficile controversia che Cavour
               dovette affrontare in politica estera, un atto giudicato lesivo dell’onore e della dignità nazionale, inac-
               cettabile per il re Vittorio Emanuele II. La reazione a quella che era ritenuta una vera provocazione del
               governo di Vienna fu decisa e dignitosa: Cavour fece approvare una legge che metteva a disposizione
               degli esuli colpiti dal provvedimento un forte risarcimento economico. Il di Revel fu convocato a Torino,
               ricevette un memorandum contro i sequestri che doveva essere consegnato a Vienna dal fratello Adriano
               al ministro degli Esteri austriaco conte Buol.
                  La Marmora lo inviò il 20 marzo a Milano perché si accertasse delle reali intenzioni austriache nei
               confronti dello Stato Sabaudo. Fu una missione breve, di un solo giorno, in cui ebbe modo di rivedere
               Govone, anche lui mandato dal ministro della Guerra per raccogliere informazioni. I due, quando s’in-
               contrarono in una via di Milano, fedeli al ruolo e alla consegna degli agenti segreti, finsero di non co-
               noscersi per poi ritrovarsi in un luogo convenuto. Scambiatesi le poche informazioni raccolte, nulla che
               non fosse ormai di dominio pubblico, Govone ripartì per Novara, dove era di guarnigione e il capitano di
               Revel ritornò a Vienna per consegnare al fratello la protesta formale del governo sabaudo.
                  Il 5 aprile 1853 La Marmora comunicava al suo agente che di lì a poco il ministro degli Stati Sardi
               a Vienna, Adriano Thaon di Revel, sarebbe stato richiamato in patria per un congedo senza limite, un
               escamotage per non aggravare ancor più i rapporti diplomatici con l’impero asburgico.
                     “Il discorso del conte Buol a vostro fratello è un capolavoro d’incapacità e di prepotenza. Vostro
                     fratello ha risposto giustamente a tono. Abbiamo apprezzato la sua condotta. Potrà lasciare Vienna
                     non appena il conte Buol dichiarerà che il Governo imperiale non intende recedere dalla questione
                     di fondo. D’altra parte è meglio che le altre Potenze siano persuase che noi abbiamo messo in campo
                                                                                          40
                     tutti i mezzi per una conciliazione (…) Aprite gli occhi e drizzate le orecchie.”
                  Questa decisione poneva fine alla missione di intelligence del capitano d’Artiglieria Genova Thaon di
               Revel nella capitale austriaca, che lasciò definitivamente nell’aprile del 1853.
































               40  Eugenio Passamonti, Il carteggio tra Ignazio Genova di Revel ed Alfonso La Marmora, cit.,  La Marmora a Revel, 5 aprile 1853, p.
                   93.
                                                                                       capitolo secondo
   71   72   73   74   75   76   77   78   79   80   81