Page 81 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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La guerra di Crimea 1854 -1856 81
Cavour non badava che a fare l’Italia una e libera
attività d’intelligence del di Revel riprese solo per breve tempo, quando La Marmora,
nel giugno del 1854, di fronte alla grave crisi che si era aperta in Oriente tra Turchia e
Russia, aveva deciso di inviare nuovamente il capitano a Vienna. Riteneva che, ormai
in atto la guerra della Francia e dell’ Inghilterra contro la Russia, fosse opportuno se-
L’ guire da vicino le iniziative diplomatiche dell’antico nemico austriaco che, pur avendo
proclamato la propria neutralità, si muoveva abilmente nello scacchiere danubiano concentrando grandi
forze ai confini della Moldavia e della Valacchia. Era dunque fondamentale per il Regno di Sardegna
avere informazioni di prima mano sulle intenzioni dell’ Austria per poter intervenire in un evento, ora lo
sappiamo, che avrebbe segnato la storia dell’Europa del XIX secolo e dell’Italia in particolare.
Il capitano di Revel, convocato dal ministro della Guerra, non rifiutò la nuova missione, gesto che di
certo non rientrava nel suo spirito di servizio, ma fece presente a La Marmora che ormai era troppo co-
nosciuto nell’impero asburgico per sperare di raccogliere informazioni al di fuori dei tradizionali canali
diplomatici. Suggerì di inviare al posto suo Giuseppe Govone che aveva svolto gran parte del suo prece-
dente incarico in Prussia e per di più, come si è detto, sotto copertura, con il nome de Piozzo. La Marmo-
ra condivise la proposta di valersi di Govone, ma non lo inviò a Vienna, bensì, come l’evoluzione della
situazione ormai richiedeva, a Costantinopoli. Genova fu invece mandato a Parigi e successivamente
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in Prussia, anche questa volta con il suo vero nome e grado, motivando la missione con il desiderio di
approfondire lo studio degli ordinamenti militari europei. Rientrò a Torino dopo un mese soltanto, nel
luglio 1854 e confermò quanto il ministro e il governo già sapevano. La Prussia aveva sottoscritto con
l’Austria nell’aprile di quell’anno un trattato in cui i due stati s’impegnavano a garantirsi reciprocamente
l’integrità dei territori germanici e i possessi austriaci in Italia, ma, di fatto, Berlino assumeva una po-
sizione di autonoma neutralità.
Le relazioni con la Francia invece, più complesse per via della possibile partecipazione del Regno di
Sardegna alla guerra d’Oriente, furono delegate al ministro plenipotenziario degli Stati Sardi a Parigi
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Salvatore Villamarina.
Il di Revel, tornato dunque in patria, riprese il suo posto al reparto e la frequentazione degli ambienti
a lui più congeniali e tra questi vi era per certo il Circolo del Whist. Proprio nelle fastose sale di Palaz-
zo Birago, un giorno di novembre del 1854, mentre giocava a carte con Camillo di Cavour, si trovò ad
essere ancora una volta una preziosa fonte d’informazione, anche se in modo del tutto inconsapevole.
Parlando con il presidente del Consiglio raccontava l’esperienza di suo padre Ignazio Isidoro e del con-
tingente sardo alleato degli inglesi nell’assedio di Tolone del 1793.
1 «Mentre, a giugno, i russi scendevano ulteriormente a sud, occupando i principati di Moldavia e Valacchia e giungendo sul Danubio,
Lamarmora e Govone prepararono la partenza. Nessun trattamento particolare; [Govone] si limitò a chiedere il permesso di partire
senza perdere il posto. Nessuna missione ufficiale e nemmeno stipendio aggiuntivo». Cfr. Marco Scardigli, Lo scrittoio del generale,
cit., p. 184.
2 Salvatore Pes di Villamarina (1808 -1877) Figlio di Emanuele, ministro e consigliere di Carlo Alberto di idee liberali, sin da giovane
si dedicò alla carriera diplomatica. In previsione della guerra all’Austria, nel 1848 fu nominato da Carlo Alberto incaricato d’affari e
inviato in Toscana per convincere il gran duca Leopoldo II ad appoggiare la causa sabauda, missione che portò a termine con successo.
Nel 1852 il presidente del Consiglio Massimo d’Azeglio lo mandò a Parigi dove svolse con grande capacità la delicata missione per
la partecipazione del Regno di Sardegna alla guerra d’Oriente e per la preparazione del Congresso di Parigi del 1856. Fu emissario di
Cavour durante la conquista del Regno delle Due Sicilie. Nominato senatore, tornò a Torino dove continuò instancabile la sua attività
pubblica. Attraverso il matrimonio della figlia Isabella si imparentò con i Thaon di Revel.

