Page 84 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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               questo spiegamento di uomini e mezzi, certamente molto importante per un piccolo stato come il Regno
               di Sardegna, non trovò posto, almeno inizialmente, Genova. Infatti come comandante la 3ª batteria della
               brigata e come capitano più anziano, sarebbe dovuto rimanere a Venaria Reale con funzioni di coordina-
               mento, assolvendo cioè un incarico puramente amministrativo.
                  Le truppe sarde intanto si apprestavano a partire con grandi onori: La bandiera tricolore in Crimea
               titolava La Gazzetta del Popolo del 19 marzo. Molti dei suoi amici, Agostino Petitti, Leopoldo Valfrè,
               Alessandro Casanova, si sarebbero imbarcati, Giuseppe Govone era in Oriente già da alcuni mesi. Certo
               davvero grande dovette essere la sua delusione: era tanto sconfortato che anche l’anziana madre, vincen-
               do la naturale preoccupazione per l’incolumità del figlio, gli consigliava, per il suo bene, di chiedere di
               partire, avendo ben compreso il suo stato d’animo. Il senso del dovere e il rispetto per gli ordini ricevuti
               glielo impedirono, ma la sua coerenza fu infine premiata.
                  Lunedì 11 aprile 1855 al Club (passava davvero molto tempo nella roccaforte dei codini) trovò un
               biglietto di La Marmora che diceva:
                     “Mio caro Revel, ho una proposta da farle che spero ella accetterà. L’aspetto questa sera alle 9 al
                               9
                     Ministero.”
                  Per Genova fu come uno raggio di sole: si recò di corsa al Ministero dove trovò anche il suo colle-
               ga Vittorio di San Marzano, come lui ufficiale d’Artiglieria. Per tutti e due la proposta del ministro La
               Marmora era: andare in Crimea non al seguito delle divisioni operative, ma con un incarico del tutto
               particolare, quello di Commissari Militari del re al Quartiere generale di Francia e d’Inghilterra. Il di
               Revel accettò con entusiasmo, San Marzano pure, ma senza slancio, come riferiva nelle sue memorie,
               quasi presagisse la tragica sorte che l’attendeva.
                  Entrambi i giovani ufficiali potevano vantare degli illustri precedenti in famiglia: il di Revel, come
               detto, quello del padre commissario con gli inglesi nella guerra del 1793, San Marzano quello del nonno
               con i francesi dell’Armata d’Italia di Napoleone Bonaparte. Così Genova scelse di rappresentare Vittorio



               9   Genova Thaon di Revel, Dal 1847 al 1855. cit., p. 77.

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