Page 71 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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Missione a Vienna 1850 -1853 71
Nell’organizzazione militare dell’impero vi erano comunque elementi di forza e di grande importanza
strategica e quello che aveva attratto maggiormente il suo interesse era lo sviluppo dato alle ferrovie:
“Le strade ferrate sono chiamate a prendere una parte grandissima sia sotto l’aspetto commerciale
che militare. (…) Convien dire che l’Austria trovò compenso all’attività spiegata nel costrurre stra-
de ferrate e telegrafi elettrici, coll’immenso utile che ricavò dal loro impiego nel finire dello scorso
anno. Da ragguagli statimi forniti si ricava che sebbene già si spedissero truppe verso l’Italia col
mezzo della ferrata, il primo esempio però di gran massa trasportata fu nel maggio 1849 quando il
corpo russo del generale Panutine, composto di 14532 uomini, 1993 cavalli e 48 cannoni, 464 carri
a munizioni e bagagli ed 88 buoi, fu trasportato in pochi giorni da Cracovia ad Hradisch sulla fron-
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tiera d’Ungheria, dodici ore dopo il dato ordine cominciava il movimento.”
Il rapporto continuava con un lungo e analitico elenco degli uomini, dei cannoni e dei cavalli tra-
sportati dalle ferrovie austriache tra l’1 novembre 1850 al 15 febbraio 1851, numeri davvero importanti
che rivelavano il divario nell’organizzazione delle infrastrutture tra il Regno di Sardegna e l’impero
asburgico. Ma era la sinergia tra telegrafo e strada ferrata che pareva al di Revel una straordinaria risorsa
precorritrice di grandi sviluppi.
“Il telegrafo elettrico può solo rendere possibile l’esecuzione d’un tale movimento (…) riesce allora
pressoché favoloso il numero di truppe che si potrebbero attualmente trasportare da Mantova alle
sponde della Theiss od alle frontiere di Boemia o Gallizia, oppure ancora sulle sponde del Reno, e
viceversa, e più ancora la celerità con cui si avrebbero a destinazione queste truppe fresche e pronte
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a combattere. “
Dopo quasi un anno di permanenza in Austria conosceva ormai in modo approfondito la realtà dell’im-
pero asburgico; alla metà del maggio 1851, scrisse una lettera al suo generale ricca di spunti interessanti
(anticipava una lunga relazione che inviò il 13 giugno) che vale la pena di riportare ampiamente.
Dimostrava ormai di muoversi con grande sicurezza nella ricerca delle fonti di informazione, di aver
elaborato un suo autonomo e personale piano di indagine per accertare la posizione delle truppe che, in
una situazione che giudicava ancora molto tesa, era tenuta nel massimo riserbo. Grande attenzione dedi-
cava poi alla situazione politica, ai giochi di potere e all’evoluzione della congiuntura che preparava in
effetti importanti cambiamenti:
“In questo momento non si sa positivamente chi comandi poiché Schwarzenberg, potentissimo nel
Ministero, deve però piegar la testa alle eventuali volontà dell’Imperatore che dicesi di carattere un
po’ tenace. Grüne suo primo aiutante e factotum è detestato da tutti, e non mi stupirebbe che, ciò ag-
giunto alle arie che si dà di favorito, cagionassero la sua caduta. Hess molto consultato per le cose
di guerra è stimato ma non amato dall’Imperatore. L’arciduchessa Sofia, poi, influentissima bensì
sul figlio, non osa però troppo mischiarsi perché l’Imperatore ne prenderebbe facilmente ombra. Il
resto della famiglia non si occupa di politica, l’Arciduca Alberto essendo attualmente il più impor-
tante, ma non si occupa che di militare, ed ha grande fama dopo la battaglia di Novara. In com-
plesso si dice che l’Imperatore rassomiglia al suo avo Francesco, tenace, ombroso, di poco cuore, e
lasciando fare a chi non gli s’impone, aggiunge però un’aria risoluta, un bel modo di presentarsi e
parlare. Guarda molto le donne ma non gli si conosce un’inclinazione.”
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Un mese dopo le informazioni erano ancora più precise; anticipava la caduta del Ministero costitu-
zionale e la restaurazione che in seguito si concretizzò con il decreto imperiale del 20 agosto 1851 che
di fatto toglieva al Parlamento il controllo sull’operato del Ministero.
28 Ivi, il suo entusiasmo per le ferrovie austriache era probabilmente dovuto al ricordo del viaggio durato due giorni da Desenzano a
Torino nel 1848.
29 Ivi. Negli Stati Sardi di terraferma il servizio telegrafico aprì al pubblico nel 1851. Tre anni dopo un cavo sottomarino collegò il posto
telegrafico di La Spezia alla Sardegna.
30 ASBI, Carte di Alfonso Ferrero della Marmora cit., Lettera di Revel a La Marmora, Vienna, 14 maggio [1851].

