Page 11 - Il Controllo del Territorio - da Federico II di Svevia all'Arma dei Carabinieri
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PREMESSA






















                  Un gran numero di esempi sembrano avvalorare l’ipo-
               tesi di Giambattista Vico (1668-1744) sulla ripetitività della
               Storia, con i suoi famosi corsi e ricorsi. A rincarare la dose
               provvede una nota affermazione che condanna a rivivere
               ciò che della propria storia si è dimenticato o ignorato,
               ammettendo perciò implicitamente anche così la reitera-
               zione della stessa. A questo punto la domanda inevitabile
               è insita, più che nell’insipienza umana a saper proficua-
               mente approfittare del fenomeno, onde evitare tragedie
               già vissute, nel perché di quel manifestarsi ineluttabile.
               Una condanna divina o non piuttosto una mera manife-
               stazione di tipo fisico, che come una sorta di binario anu-
               lare, o di curva omeomerica, rende certo per ogni evento
               di ripassare, dopo un giro, dinanzi lo stesso punto. Anche
               ammettendo delle lievi modifiche tra i corsi e i ricorsi,
               il criterio informatore resterebbe comunque lo stesso: la
               Storia si ripete e le conferme non mancano! La realtà però
               è meno enigmatica: quel riproporsi di avvenimenti, pic-
               coli o grandi che siano, dipende soltanto dalla limitatezza
               delle esigenze e delle relative soddisfazioni. Qualunque
               necessità umana non può spaziare in un ambito infinito
               di richieste, esaurite le quali si ripresenterà ricercando la
               soluzione nell’altrettanto ristretta rosa di possibilità, ricre-
               ando in tal modo un’analogia storica adottata in un pas-
               sato più o meno remoto. Esemplare il caso di istituzioni
               statuali frutto di assennate disposizioni, spesso purtroppo
               dissoltesi con i loro fautori, che dopo escursioni storiche
               di varia entità riaffiorino, pur essendone quei preceden-
               ti del tutto ignoti agli ultimi promulgatori. Indagare sui
               remoti dispositivi istituzionali, pertanto, non va conside-
               rato un mero esercizio da storici della domenica, ma una
               maniera necessaria per recuperare preziosi suggerimenti e
               poiché in ogni progetto coesistono aspetti positivi e nega-
               tivi, poterne a priori accertare la preminenza dei primi sui   Giambattista Vico in una stampa di Francesco Sesoni, pubblicata nel
               secondi assurgerebbe a confortante viatico!             volume “Principj di scienza nuova...” del 1744.



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