Page 94 - Il Controllo del Territorio - da Federico II di Svevia all'Arma dei Carabinieri
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Poitiers  dove, in una dome-
                                                                                                         6
                                                                                                   nica di ottobre, la leggenda-
                                                                                                   ria e inarrestabile cavalleria
                                                                                                   leggera dell’emiro Abd al
                                                                                                   Rahman, si imbatté nei co-
                                                                                                   razzati guerrieri cristiani in
                                                                                                   assetto da battaglia e ben
                                                                                                   decisi a non indietreggiare
                                                                                                   di un palmo.
                                                                                                     Dispostisi in formazione
                                                                                                   quadrata, i fanti germanici
                                                                                                   attesero l’impatto dei nemi-
                                                                                                   ci, trafiggendoli e disarcio-
                                                                                                   nandoli. Secondo le risicatis-
                                                                                                   sime cronache coeve, l’epico
                                                                                                   scontro si protrasse per alcu-
                                                                                                   ni giorni, in un susseguirsi
                                                                                                   di ondate di cavalleria si-
                                                                                                   stematicamente schiantatesi
                                                                                                   su quella muraglia d’acciaio
                                                                                                   – nota pure come “muro di
               molto mobili e disciplinati, perfettamente idonei a rintuzzare   ghiaccio” – finché costretti i Musulmani ai ferri corti, la su-
               le incursioni, proprio al momento opportuno. I Musulma-  periorità tattica occidentale poté imporsi pienamente. A quel
               ni di Spagna, infatti, dopo un decennio di piccole razzie a   punto i fanti, abbandonato l’ordine chiuso, si gettarono sugli
               ridosso del versante francese dei Pirenei, cominciavano ad   appiedati attaccanti sbranandoli con le grandi spade e le pe-
               ampliare il loro raggio d’azione spingendosi con crescente   santi asce, perfezionando così la procedura già impiegata con
               violenza verso la Francia centrale: si trattava dell’inequivoca-  successo contro i Mori a Toulouse nel 721. Alla fine i
               bile premessa di un’ulteriore imminente espansione.
                  Se è fuor di dubbio che l’irruzione dei Musulmani sul   Teutoni […] vinsero questa battaglia non soltanto grazie alla
               teatro europeo stroncò sul nascere i tentativi merovingi di   loro indole, ma anche per la loro superiorità fisica che si af-
               aggregazione imperiale, peraltro embrionali e approssimati,   fermava sempre nei combattimenti corpo a corpo. Quando,
               è altrettanto assodato che proprio la crescente minaccia da   dopo l’ultimo giorno di lotta in cui i Musulmani avevano
               essi rappresentata svolse un ruolo coagulante intorno alla   perso il loro capo, i Teutoni cercarono di riprendere il com-
               dinastia carolingia. Era ormai ben risaputo che le conquiste   battimento si avvidero che gli arabi erano fuggiti, abbando-
               islamiche si differenziavano nettamente da quelle di matri-  nando l’intero campo, con tutto il materiale bellico. 7
               ce occidentale per la serie di irreversibili sovvertimenti che
                                                                            L’esito della battaglia fu epocale sia sotto il profilo mo-
               comportavano e, in particolare, per la non integrabilità dei
               vincitori. Infatti per gli assoggettati che fossero scampati agli   rale che sotto quello strategico. I Musulmani, reputati sino a
               abituali massacri e alla brutalità che la guerra dell’epoca im-
               plicava, le possibili opzioni contemplate – nella migliore delle   6   Precisa al riguardo J. F. C. FULLER, Le battaglie decisive del mondo
               ipotesi – si riducevano a due: rinunciare alla propria fede o   occidentale, Roma rist. 1988, vol. I, p. 308: «Sappiamo ben poco della
               rinunciare alla libertà. Di fronte a siffatta prospettiva, ovvia-  battaglia, e neanche l’esatto luogo ove essa fu combattuta; la data è l’ot-
               mente, le contese intestine decaddero e quando nel 732 una   tobre del 732. Probabilmente il primo contatto avvenne vicino a Tours
                                                                       e si trattò di una scaramuccia[…]. Carlo organizzò l’esercito in solide
               grossa formazione musulmana, valicati i Pirenei e sbaragliati   falangi, imperniate sulle truppe franche. Isidoro de Beja lo chiama “un
               gli scarni contingenti cristiani che avevano tentato di resisterle   esercito di europei”, essendo composto di uomini di differente origine e
               fra la Garonna e la Dorgona, puntò verso Tours, le forze oc-  linguaggio». Ma stiamo ancora aspettando che un esercito degno di tale
                                                                       etichetta venga finalmente istituito!
               cidentali si coalizzarono e si aggregarono agli ordini di Carlo.   7   C. H. BECKER, L’espansione dei saraceni in Africa e in Europa, in Storia
               La reazione violentissima si manifestò poco dopo sui campi di   del Mondo Medievale, Garzanti, Milano 1979, vol. II, p. 79.




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