Page 28 - Inventario del fondo H-4 - Commissione d'inchiesta - Caporetto
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            rotta di Caporetto, ci fu la superiorità tecnico-tattica degli austro-tedeschi e la loro
            grande capacità nello sfruttare il successo iniziale , alcune condizioni d’inferiorità
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            iniziali, come la situazione strategicamente sfavorevolissima della nostra frontiera
            con l’Austria –Ungheria, errori dei governi precedenti sulla politica militare, i
            crolli della Serbia, della Romania e soprattutto della Russia e le condizioni mete-
            orologiche avverse del 24 ottobre 1917. Tra i fattori che esercitarono un’influenza
            negativa, la commissione annoverava la propaganda disfattista svolta dal nemico,
            la propaganda socialista, conseguenza della rivoluzione bolscevica e quella deri-
            vata dalla nota del pontefice sulla pace. Anche l’atteggiamento di una parte della
            stampa che esaltava il ruolo del Comando Supremo, contribuendo così a indebo-
            lire l’azione di controllo del governo, ebbe delle conseguenze negative. Le cause
            determinanti nella sconfitta furono però quelle militari, di natura tecnica e morale,
            le cui responsabilità personali erano fatte risalire ai generali Cadorna, Capello,
            Porro, Montuori, Bongiovanni e Cavaciocchi. Al generale Cadorna, la commis-
            sione imputava, dal punto di vista morale, di non aver ben governato i quadri,
            compiendo un’esagerata eliminazione di generali e ufficiali superiori, di non aver
            curato “l’economia delle energie fisiche e morali della truppa”, tollerando inutili
            sacrifici di sangue, di non avere dato la giusta importanza alla coesione organica.
            Dal punto di vista tecnico, la commissione accusava Cadorna di non aver adegua-
            tamente organizzato “riserve strategiche organicamente costituite”, di non aver
            approntato grandi linee difensive e di non aver preventivamente studiato un even-
            tuale ripiegamento, con un adeguato collegamento tra 2ª Armata e comando Zona
            Carnia e con lo scaglionamento di magazzini e depositi meno a ridosso delle prime
            linee. Al generale Capello la commissione imputava, dal punto di vista morale,
            di aver aggravato, nella 2ª Armata, gli aspetti negativi nel governo degli uomini,
            “con sistemi personali di coercizione giunti talvolta alla vessazione”, e di aver
            contribuito alla depressione psicologica delle truppe con inutili sacrifici di sangue,
            sproporzionati ai risultati, e dal punto di vista tecnico, sottovalutando l’offensiva
            nemica in preparazione, di non aver assecondato l’ordine del Comando Supremo
            di attuare uno schieramento difensivo. Al generale Porro, la commissione imputa-
            va, dal punto di vista morale, di non aver moderato il sistema negativo del governo
            del personale di Cadorna, informandolo degli effetti negativi che avrebbe avuto
            sul morale dei combattenti e, dal punto di vista tecnico, di non aver “adeguatamen-
            te interpretato la situazione generale politico-militare” com’era suo compito, e di
            non aver efficacemente organizzato “l’impiego dei mezzi aerei per il collegamento
            delle truppe”. Le accuse rivolte dalla commissione ai generali Montuori, Bongio-


                ve: 24 ottobre-9 novembre 1917, Vol. II, Le cause e le responsabilità degli avvenimenti … cit.
                , pp. 551-558; in particolare pp. 551-552; a. ungari, Le inchieste su Caporetto: uno scandalo
                italiano, in «Nuova Storia Contemporanea». Anno III, marzo-aprile 1999, pp. 37-80.
            74  Secondo la commissione “il piano nemico fu geniale”.
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