Page 276 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”
Le intenzioni erano delle miglio-
ri ma le difficoltà che di continuo
venivano frapposte a una certa
autonomia decisionale, rendevano
indubbiamente difficile non solo
operare secondo urgenti necessità
operative, considerate dalla parte
italiana e non solo relative ai piani
angloamericani, ma, a volte, anche
per i rapporti interpersonali, che
furono, però, quasi tutte le volte,
risolti con intelligenza e indubbia
forza di accettazione da parte dei
singoli militari italiani, nella pro-
spettiva di arrivare alla liberazione
e alla fine di una guerra che aveva
decisamente impoverito, in termini
di vite umane e di risorse finanzia-
rie, il Paese.
Leggendo i documenti inglesi e
americani, e come già sottoline-
ato in altre parti di questo studio,
anche per quanto riguardava l’Ae-
ronautica, l’atteggiamento soprat-
tutto dei britannici fu di un certo
scetticismo sulla possibilità che le
Forze Armate italiane collaboras-
Comunicazione riguardante la ricostituzione del SIA. AUSSME - Roma sero lealmente con gli Alleati non
solo egoisticamente per liberare il
territorio italiano occupato dai tedeschi, ma nel quadro di una generale difesa di un mondo occidentale,
come contrapposto ai regimi nazista e fascista che da molti anni avevano distrutto la parte centrale dell’Eu-
ropa: obiettivo principe della politica soprattutto di Washington, anche nei confronti dell’Unione Sovietica,
come poi sarà più chiaro nella conferenza di Jalta (in Crimea), che si tenne dal 4 all’11 febbraio 1945 (nome
in codice Argonaut).
Nella riunione del 21 settembre a Brindisi, precedentemente ricordata anche per la apposizione delle sei
coccarde tricolori sui velivoli, Tedder fu piuttosto chiaro nell’indicare che tutte le operazioni della Regia Ae-
ronautica dovevano essere preventivamente concordate con lui, e sarebbe stato il Commodoro dell’Aria R.M.
Foster, della RAF, a capo della Divisione Aeronautica della AAC, ad agire da collegamento con l’AFHQ del
Nord Africa, per le richieste e le relative necessarie autorizzazioni.
Per operare in modo ottimale, occorreva subito dare un nuovo ordinamento alle Forze disponibili in Ae-
ronautica. Sandalli iniziò questo lavoro il 10 settembre 1943 a Brindisi dove riorganizzò, in accordo con
gli Alleati i quali suggerirono di snellire tutta la burocrazia normalmente esistente, un agile Superaereo,
composto da un Ufficio Operazioni e un Ufficio Informazioni, impiegando direttamente i reparti della IV
Squadra Aerea. Sandalli aveva chiesto che all’Italia fosse permesso di operare sul territorio nazionale per due
ottimi motivi: per accelerare la liberazione dell’Italia ma soprattutto per dare un’importante soddisfazione
professionale a coloro che avevano creduto nella legittimità del governo di Brindisi, anche attraversando le
linee con molto rischio, e che lottavano per consentire all’Italia di tornare libera.
L’Aeronautica fu autorizzata a operare solamente nella zona dei Balcani, inserita nella Balkan Air Force, e il
territorio di sua competenza era la Jugoslavia, l’Albania e parte della Grecia. Per meglio comprendere questa
decisione, occorre ricordare una riunione del precedente 10 settembre della Commissione Congiunta dei
Capi di Stato Maggiore delle Forze Alleate, quando era stata attribuita grande importanza alla situazione dei
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