Page 281 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO SECONDO
Giorni tra i più difficili sia per i trasferimenti previsti sia per i combattimenti che si trovarono comunque a
ingaggiare con i velivoli nazisti.
La Sardegna assunse così un valore interamente difensivo e di supporto ad altre operazioni, come era stato
peraltro previsto già nel maggio 1943 dagli angloamericani nella loro strategia del Mediterraneo: … the value
of Sardinia is, in my opinion, almost entirely a defensive one, in that it would reduce the commitment for the protection of
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shipping passing along the North African coast … Su quel territorio furono così dislocati circa 10.000 aviatori.
Per quanto riguardava il territorio italiano, Superaereo dette ordine di avere un monitoraggio continuo per
le eventuali provenienze nemiche dalla Basilicata e dalle Puglie. Il 12 settembre 10 MC.205 del IV° Stormo
CT effettuarono un attento controllo sulla direttrice Bari-Brindisi per monitorare ed eventualmente mitra-
gliare delle colonne tedesche in movimento, ma l’azione fu interrotta perché non vi furono truppe nemiche
avvistate su quell’itinerario. Nei giorni successivi fu sempre costante e molto attento il monitoraggio dei
movimenti delle truppe naziste.
Intorno alla metà di settembre i velivoli italiani furono molto impegnati nei Balcani, con operazioni di
soccorso e recupero; missioni anche offensive, soprattutto verso le coste greche e albanesi; un eccezionale
lavoro di concorso alla grave situazione che si era concretata nei Balcani e nelle isole greche, con l’ulteriore
difficoltà burocratica, e non solo, di dover chiedere le autorizzazioni per i movimenti.
Fu il Comando Marina dell’isola di Corfù a chiedere, il 13 settembre, il concorso dell’Aviazione perché
11 unità navali nemiche, appoggiate da bombardieri, avevano tentato uno sbarco sull’isola. Erano state
respinte con perdite (due di quelle unità erano state affondate), ma era chiaro che il tentativo sarebbe
stato ripetuto a breve.
L’Aeronautica non poté subito aderire alla richiesta, semplicemente perché non era stata ancora autorizzata
ad hoc dalle autorità alleate. Il 14 settembre il Comando Supremo era finalmente riuscito a far comprendere
agli Alleati, nelle persone dei generali Mason-Macfarlane e Taylor, che sarebbe stato necessario impedire ai
tedeschi di attestarsi sull’isola, perché sarebbe poi stato molto più difficile scacciarli.
Il 16 settembre, dopo una seconda richiesta di quel Comando Marina, idrovolanti di soccorso Cant. Z. 506
del 141º squadriglia da ricognizione marittima effettuarono un trasporto di feriti a Brindisi. La richiesta era
stata più articolata e cioè era stato chiesto il concorso di bombardieri angloamericani e italiani per attaccare i
campi di Ioannina e di Paramythia (Epiro), allo scopo di neutralizzare i bombardamenti nemici che avevano
già distrutto la maggior parte della città di Corfù con ben otto attacchi aerei. L’ufficiale, che aveva portato il
messaggio, aveva fatto anche presente che la situazione era oltremodo difficile anche perché vi era penuria
di acqua, di viveri e di munizioni. Non sarebbe stato possibile resistere senza un solido concorso aereo. Le
postazioni contraeree italiane, comunque, erano riuscite ad abbattere tre velivoli incursori nemici e in quella
data, si contavano un totale di 11 abbattuti, dei quali due in atterraggio.
Nelle giornate del 17 e 18 settembre vi fu un tentativo da parte dell’Aeronautica di contrastare l’occupazione
delle isole di Corfù e di Cefalonia, su Macchi 205 e Re 2002. Il 17 settembre tre MC.205 effettuarono una
ricognizione offensiva su Corfù, Cefalonia, Paramythia, Argirocastro, Valona (territorio greco e albanese); lo
stesso giorno idrovolanti da soccorso, ancora una volta, riuscirono a trasportare da Corfù dei feriti a Brindisi.
Il 18 mattina, vi fu una serie di missioni ricognitive offensive, ognuna composta da due MC.205, scopo
protezione del presidio, su Corfù e, al rientro, i velivoli sorvolarono Ioannina, per monitorare la presenza di
eventuali aerei tedeschi, con l’ordine di attaccarli, se ne avessero incontrati. Nel pomeriggio, essendo arri-
vato per radio un messaggio dal Comando del presidio di Corfù secondo il quale, da informazioni raccolte,
circa 3.000 uomini e molte unità navali tedesche con una torpediniera si trovavano nel porto di Igoumenitsa,
con presunzione di tentativi di sbarco sull’isola, due pattuglie di tre Re 2002 ciascuna, su ordine di Supera-
ereo, bombardarono le unità navali tedesche presenti in quel porto. In quella missione un velivolo Re 2002
non rientrò alla base. Vi fu una successiva missione di ricognizione con altri due Re 2002 che, attaccando,
riuscirono a disperdere una formazione aerea nemica che stava bombardando il porto di Corfù e mitraglian-
do il campo di volo.
attraversarono le linee dopo l’8 settembre 1943, vedi Lodi, cit., p. 21 e ss e gli allegati n. 3,4,5 alle pagine 199-211.
168 FRUS, Conferences at Washington and Québec, 1943, The first Québec Conference, The Air Commander in Chief, Mediterranean Air
Command (Tedder) to the Commander in Chief, Allied Force Headquarters (Eisenhower), p.256-257, 8 maggio 1943.
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