Page 297 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
P. 297

CAPITOLO TERZO




                                                CAPITOLO TERZO


                                          L’AVVIO VERSO LA LIBERAZIONE


           3.1  Accenni alla situazione politica  internazionale verso l’Italia.  Situazione  a sud.
                 Situazione a nord. La liberazione di Roma. L’avanzata verso Milano e Torino.


                  l 1944 e il 1945: un’Italia del Sud liberata, comunque sotto l’autorità angloamericana, e un’Italia del
                  Nord da liberare, sotto la dura occupazione germanica. Problemi diversi da risolvere ed affrontare
                  nell’ottica di una situazione post bellica da iniziare a programmare e costruire .
                                                                                          1
           I Su queste difficoltà interne si innestava la politica internazionale degli Alleati che influenzava non
           poco anche l’andamento militare del conflitto sul fronte italiano, peraltro considerato ormai marginale ri-
           spetto a quello francese. Occorre ricordare che Stalin aveva insistito per l’apertura di un fronte in Francia
           per fare in modo che i tedeschi concentrassero lì i loro sforzi bellici, trasferendo truppe dalla regione dei
           Balcani, nei quali Mosca stava avanzando, per tornare ai confini che aveva prima dell’inizio del conflitto.
           Nella conferenza di Teheran del 1943, tenuta nell’ambasciata sovietica della capitale iraniana, Churchill ave-
           va usato molto tempo per convincere i suoi alleati ad accettare un graduale trasferimento delle responsabilità
           politico-amministrative al governo italiano e a sviluppare dei piani per fare in modo che la popolazione non
           fosse portata alla fame, sulla base di analisi geo-politiche relative alla ricostruzione possibile, materiale e
           morale, dell’Italia e alla costituzione di un governo nazionale nel periodo di transizione verso la democrazia .
                                                                                                             2
           Il 21 settembre 1943 il Primo Ministro britannico aveva scritto a Stalin che, considerato che Mussolini era
           stato posto dai tedeschi a capo di un cosiddetto governo fascista repubblicano, era essenziale contrastare la mossa
           nazista facendo il possibile per rafforzare l’autorità del Re e di Badoglio che avevano firmato l’armistizio e fedelmente
           lo avevano osservato al meglio, cedendo anche il grosso della loro marina da guerra .
                                                                                 3
           Stalin si dichiarò d’accordo e lo fu talmente che il 15 marzo dell’anno successivo [1944], primo della com-
           pagine alleata a farlo, riconobbe ufficialmente il governo di Badoglio, stabilendo normali relazioni diploma-
           tiche con esso. Un nuovo orientamento di Mosca permise, poi, anche a Palmiro Togliatti di tornare in Italia
           ed inserirsi nel secondo governo Badoglio, quando esso fu costituito: questo, nel solco della nuova politica
           staliniana verso l’Europa che avrebbe lasciato mano libera a Stati Uniti e Gran Bretagna, per averla nei Bal-
           cani, considerandoli ormai un territorio sottoposto alla sua influenza, in vista della fine del conflitto ed oltre.
           Agli inizi del 1944, mentre, molto lentamente, le truppe angloamericane riuscivano ad avanzare verso le
           linee difensive dei tedeschi, per giungere a nord e respingere i tedeschi fuori dai confini italiani, la situazione
           dell’Italia liberata era scossa da fermenti politici importanti perché iniziava ad essere chiaro che, conside-
           rate le problematiche militari affrontate, la forza distruttiva della Germania si stava indebolendo, e la RSI
           di Mussolini era un governo quasi inesistente non considerato legittimo dagli Alleati; quindi si avvicinava il
           momento di programmare un governo politico stabile, riconosciuto a livello internazionale.
           Nel gennaio 1944, a Napoli, Enrico de Nicola aveva chiesto al Re di abdicare e Vittorio Emanuele III aveva
           risposto, come suo costume, che si sarebbe ‘ritirato’, al ritorno nella capitale.
           Badoglio aveva già chiesto al Re di abdicare in favore del nipotino Vittorio Emanuele, proponendosi come
           Reggente, ma il Sovrano non aveva voluto cogliere l’indicazione. In realtà i rapporti fra il Sovrano e il Pre-
           sidente del Consiglio, ormai da tempo, non erano idilliaci, per una visione diversa sulla conduzione della
           guerra e sull’amministrazione generale del Paese.
           Alla fine di quel gennaio si era svolto a Bari un Congresso dei partiti afferenti al CLN, con l’obiettivo di
           analizzare la situazione interna, in relazione a quella internazionale, i problemi economici del paese e l’or-


           1   Elena Aga Rossi, La campagna d’Italia: gli anglo americani, in ‘L’Italia in guerra, il quinto anno, 1944’, Commissione Italiana di Storia
           Militare, Gaeta, Stabilimento Grafico Militare, 1995, p. 35-59.
           2   NAUK, FO-954-14A-273.
           3   Churchill, Parte V, vol. I, cit., p.206-208.

                                                                                                      293
   292   293   294   295   296   297   298   299   300   301   302