Page 367 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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                         el realizzare questo volume, l’intento dell’Ufficio Storico del V Reparto Affari Generali dello
                         Stato Maggiore della Difesa e dei paritetici dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica e del
                         Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, è stato quello di provare a descrivere, in un’i-
           N nedita chiave interforze e con approccio rigorosamente storico-documentale, l’azione corale
           delle Forze Armate italiane dall’8 settembre 1943 al 25 aprile 1945. Consapevoli, da un lato, della difficoltà
           di conseguire un’ardita sintesi dei molteplici avvenimenti, fatti d’arme, isolate azioni di coraggio portato
           sino alle estreme conseguenze, certamente anche di talune decisioni non del tutto riuscite e, dall’altro, del
           rischio incombente di cadere nella retorica o, peggio, nell’auto celebrazione, abbiamo tuttavia approcciato
           con umiltà ma sempre con convinta determinazione, il gravoso dovere di trasmettere la memoria di quegli
           eventi, soprattutto alle nuove generazioni; dovere che ci competeva in occasione dell’80° Anniversario dell’i-
           nizio della Guerra di Liberazione, condotta con incondizionata generosità e autentico spirito di sacrificio
           dai militari italiani, inquadrati in Reparti organici così come tra le file di Bande partigiane, spesso al fianco
           di patrioti, altrettanto valorosi, senza le stellette.
           La narrazione della Professoressa Maria Gabriella Pasqualini, alla quale va la mia gratitudine e la mia ammi-
           razione per aver accettato l’incarico, tutt’altro che semplice, di cimentarsi in un’opera magna che contemplasse
           il contributo offerto alla Resistenza da Esercito (al cui interno operavano, come prima Arma, i Carabinieri
           Reali), Marina e Aeronautica, prende le mosse da un periodo di molto antecedente alla firma dell’Armistizio
           di Cassibile (SR), con un’accurata descrizione della situazione della Nazione tra il 1942 e i primi mesi del
           1943. Attraverso la disamina di documenti desegretati dell’Intelligence, appare evidente che gli alleati tede-
           schi avessero, sin da quel periodo, previsto la possibilità che l’Italia potesse decidere di uscire unilateralmen-
           te dal conflitto, all’uopo approntando minuziose pianificazioni che prevedevano una strisciante concentra-
           zione di loro truppe ed armamenti sul territorio italiano così come nei vari teatri di operazione ove entrambi
           i dispositivi militari combattevano fianco a fianco contro gli Alleati anglo-russo-americani. Ciò consentì ai
           nazisti, il giorno stesso dell’annuncio dell’Armistizio, di passare ovunque ad un’azione decisa e spietata che
           contemplava, per gli italiani, una sola tra le due possibilità prospettate loro dal destino: arrendersi senza
           combattere e avere salva la vita o affrontare uno scontro impari che, in molti casi, anche se caduti prigionieri
           al termine di terribili combattimenti, non ne garantiva la sopravvivenza.
           Quasi ovunque e spesso in massa, pur in molti casi privi di direttive univoche che non giunsero a causa della
           concitazione di quei momenti, i militari italiani rifiutarono di consegnare le armi al nuovo nemico e affron-
           tarono indomiti la dolorosa prova cui la storia li sottoponeva.
           Superata questa prima drammatica fase, protrattasi almeno sino alla dichiarazione di guerra ai nazisti so-
           praggiunta il 13 ottobre del 1943, i nostri soldati diedero avvio ad una Resistenza sempre più organizzata,
           costituendo Bande partigiane di soli militari o al fianco di civili, ponendo la loro esperienza e la loro capacità
           bellica al servizio di una causa comune: liberare ogni lembo del suolo patrio dall’occupante!
           Si giunse così al 28 settembre 1943 quando, a San Pietro Vernotico (BR), con la ricostituzione del Primo
           Raggruppamento Motorizzato fu avviata - con l’autorizzazione degli Alleati - la lenta, ma progressiva rico-
           struzione dell’Esercito italiano, che si trovò a dover combattere e superare un ulteriore, invisibile nemico:
           la diffidenza e il sospetto dei nuovi co-belligeranti! Inizialmente preposti a compiti logistici e di supporto,
           nonostante gli stretti vincoli di impiego imposti, ben presto i Reparti italiani seppero guadagnarsi sul campo
           la fiducia e, non di rado, l’ammirazione degli anglo-americani che il 18 aprile 1944 videro con favore lo scio-
           glimento del Primo Raggruppamento Motorizzato, trasformato nel Corpo Italiano di Liberazione (CIL),
           che iniziò ad operare in Abruzzo e nelle Marche.
           Anche la Marina e l’Aeronautica italiane, come l’Esercito, avevano iniziato le prime azioni belliche al fianco
           degli Alleati, all’alba dell’armistizio.
           L’attenta ricostruzione fatta dall’Autrice non ha trascurato altresì l’evoluzione della situazione politica inter-
           nazionale verso l’Italia nel biennio 1944-1945, esaminando la differente situazione del meridione liberato e
           del settentrione ancora nelle mani del governo illegittimo della Repubblica Sociale, ove importanti episodi di
           resistenza dei militari partigiani tormentarono le truppe naziste in progressiva ritirata che, spesso, in preda


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