Page 363 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO TERZO



           Nazionale degli Ex-internati. La Commissione inoltre auspica che il Governo italiano crei a Roma un adeguato luogo della
           memoria per ricordare le vicende degli internati militari italiani.
           Il memoriale centrale per gli internati militari a Berlin-Schöneweide deve adempiere a due funzioni. Per un verso esso deve
           essere un luogo della memoria, nel quale - in un luogo aperto al pubblico - il destino degli internati militari venga ricordato con
           un monumento creato da un artista. Per altro verso questo luogo della memoria deve adempiere in modo permanente a compiti
           di natura scientifica e storico-didattica. Come dimostrano le richieste sempre più frequenti rivolte ad archivi e memoriali non
           solo dai parenti delle vittime, ma anche da studiosi, da collaboratori a progetti commemorativi a carattere regionale e da stu-
           denti delle scuole superiori e delle università, si registra soprattutto in Italia un interesse crescente della società per il numero, i
           nomi, i luoghi di provenienza e le esperienze degli internati militari deceduti in Germania e nei territori controllati dal ‘Terzo
           Reich’. La Commissione raccomanda pertanto di predisporre un libro commemorativo dei defunti, nel quale vengano
           gradualmente registrati tutti gli internati militari che hanno perso la vita in Germania e nei territori controllati dal regime
           nazionalsocialista. Tale libro commemorativo deve possibilmente essere impostato come una banca dati (con accesso on-line).
           In una prospettiva di lungo periodo esso potrà essere ulteriormente ampliato per divenire alfine un lessico biografico, nel quale
           venga registrato il più alto numero possibile degli oltre 600.000 internati militari.
           È auspicabile che l’inventario delle più importanti fonti d’archivio relative al destino degli internati militari predisposto dalla
           Commissione possa servire da ausilio per queste ricerche a lungo termine di carattere biografico. La Commissione raccomanda
           espressamente l’utilizzo del materiale d’archivio da essa rinvenuto. A questo riguardo ritiene di particolare importanza i circa
           240.000 fascicoli, attualmente raccolti a Roma presso l’Archivio del Ministero dell’Economia, che conserva le domande che
           furono presentate dopo l’accordo tra i due paesi del 1961 da coloro che intendevano richiedere il loro riconoscimento come in-
           ternati militari, detenuti o forzati.
           In secondo luogo si deve allestire in questo memoriale centrale un archivio fotografico, che documenti i luoghi, o almeno quelli di
           maggiore importanza, nei quali gli internati militari prestarono lavoro coatto. Al fine di dare un volto agli internati militari è
           necessario ricercare soprattutto fotografie risalenti al tempo di guerra, attraverso le quali divenga possibile identificarli.
           In terzo luogo nel memoriale centrale deve essere allestita una mostra permanente sulla storia degli internati militari, che
           possa offrire un quadro delle loro condizioni di vita e di lavoro. Tale mostra può essere integrata da altre mostre temporanee
           e da altre iniziative dirette a documentare singoli aspetti delle esperienze collettive degli internati militari e di altri lavoratori
           coatti italiani.
           In quarto luogo il memoriale centrale deve infine predisporre un servizio di informazione centralizzato per tutte le questioni
           riguardanti gli internati militari. In questo modo è inoltre possibile promuovere la collaborazione con le associazioni dei
           reduci della prigionia esistenti in Italia, senza le quali, d’altronde, tale memoriale centrale non potrebbe in alcun modo
           venir realizzato.
           Per promuovere in modo sistematico la ricerca scientifica sul rapporto tra italiani e tedeschi durante la seconda guerra mondiale
           e per assicurare in modo duraturo la diffusione didattica delle conoscenze scientifiche scaturite dal lavoro di ricerca nelle opinioni
           pubbliche dei due paesi, la Commissione propone di istituire una Fondazione italo-tedesca di storia contemporanea, alla quale
           dovrebbero partecipare non soltanto alcune istituzioni dei due paesi, ma anche imprese e organizzazioni, che hanno a suo tempo
           impiegato gli internati militari in Germania. Essa dovrebbe poter disporre o di un capitale proprio o ricevere un finanziamento
           statale duraturo. Con il supporto di tale Fondazione possono essere promossi vari progetti scientifici e di didattica della storia,
           la cui selezione verrà decisa e valutata da un comitato scientifico italo-tedesco.
           Ad avviso della Commissione, tale Fondazione italo-tedesca di storia contemporanea potrebbe promuovere i seguenti progetti:
           -  per dare ulteriore impulso alla ricerca sulla seconda guerra mondiale dalla prospettiva della storia delle esperienze risulta in
             primo luogo necessario ampliare in modo sistematico la base documentaria. Ciò riguarda sia i soldati tedeschi che si trovaro-
             no in Italia durante la seconda guerra mondiale, sia la popolazione civile italiana che ha vissuto il periodo dell’occupazione
             tedesca. In una seconda fase questo materiale autobiografico deve essere adeguatamente inserito e valutato all’interno del più
             vasto contesto storico e collegato al patrimonio di documenti conservato dalle diverse istituzioni pubbliche dei due paesi. La
             Commissione raccomanda di duplicare il materiale così raccolto e di renderlo disponibile al pubblico in entrambi i paesi; ciò
             richiede accordi a lungo termine tra la Fondazione e le competenti istituzioni italiane e tedesche, al fine di rendere disponibile
             in modo duraturo tale materiale.
           -  una particolare lacuna per il lavoro della Commissione è stata la mancanza di una rappresentazione complessiva degli
             eventi bellici in Italia tra il 1943 e il 1945. La Commissione ritiene pertanto urgente avviare un tale grande progetto,
             collocandone al centro il rapporto sempre carico di tensioni tra la storia complessiva degli eventi bellici e la storia delle
             singole esperienze individuali.


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