Page 362 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”
Zampetti riprese a quel punto la sua ‘lettera a Marisa’ e si chiese che cosa gli aveva impedito di continuare
quella scrittura: fu l’accorata stanchezza del lager ai confini dell’Olanda e la paura delle incessanti perquisizioni che tutto
profanavano di quanto più intimo geloso era da noi custodito…
Il viaggio dell’IMI Zampetti, per rientrare in patria, durò nove giorni e l’ultima annotazione fu registrata su
un taccuino di un centinaio di pagine in treno nel pomeriggio del 25 agosto a 70 km da Roma. Giovedì 23
agosto 1945 finalmente entrò nel territorio italiano. Sabato 25 agosto, Enrico Zampetti era tornato a casa.
Queste parole scritte da Lui durante la prigionia, che rappresentano sicuramente i sentimenti provati da
molti dei prigionieri di guerra, chi scrive, ritiene siano la corretta conclusione di questo particolare capitolo
sulla resistenza dei prigionieri di guerra e dei militari italiani internati, gli IMI:
Libertà: parola confine tra la realtà e il sogno. Parola che non ha senso per chi non ha sofferto le catene della prigionia, perché
non l’ha perduta almeno una volta nella sua vita…
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Al termine di questo studio e in particolare di questo capitolo che ha riguardato un momento molto dolo-
roso nella storia dell’Italia, l’Autrice ha ritenuto di dover indicare quali furono, solamente, pochi anni fa, le
raccomandazioni della Commissione Storica italo-tedesca, che ritiene ancora valide per poter ulteriormente
affrontare lo studio di questo problema in termini umani, storici, diplomatici e indicare così alle future ge-
nerazioni, conoscendo seriamente il passato, quali siano le strade da non ripercorrere mai più. Molto è stato
fatto ma ancora rimane molto da fare.
Raccomandazioni della Commissione Storica italo-tedesca
Conformemente al mandato ricevuto, la Commissione ritiene di poter presentare, oltre alla proposta di una ricostruzione del
passato bellico italo-tedesco elaborata sulla base della storia delle esperienze, alcune raccomandazioni per il futuro. Essa è
consapevole che tali proposte possono venire concretizzate solo se in Italia e in Germania si affermerà la volontà politica di pro-
muovere in uno spirito europeo l’avvicinamento delle culture della memoria esistenti nei due paesi. La Commissione si appella
pertanto ai Governi di entrambi i paesi affinché divengano consapevoli della necessità di una tale politica della memoria. In
particolare essa si rivolge al Governo della Repubblica Federale di Germania che, in base a una dichiarazione del suo Ministro
degli Affari Esteri, si è dichiarato pronto ad un gesto di generosità. Ad avviso della Commissione, i finanziamenti a tal fine
necessari non possono costituire per sé un argomento contrario alla realizzazione di queste raccomandazioni; gli investimenti
per giungere a una migliore comprensione del passato costituiscono proprio in questo caso un investimento per il futuro europeo.
La Commissione ritiene che, per mantenere viva in modo duraturo la discussione tra italiani e tedeschi sul loro comune passato
di guerra, sia necessaria la creazione in Germania di un luogo della memoria per gli internati militari italiani, che ricordi il
loro singolare destino. La Commissione raccomanda inoltre che parallelamente a ciò siano creati e sostenuti analoghi luoghi
della memoria in Italia.
Ciò per altro corrisponde al pressante desiderio delle Associazioni degli internati militari, che da tempo hanno richiesto alla
Repubblica Federale di Germania un riconoscimento almeno simbolico delle loro sofferenze.
Ad avviso della Commissione, sulla base delle responsabilità storiche, un luogo adeguato per tale memoriale può essere iden-
tificato in primo luogo a Berlino, dal momento che proprio qui nel 1943 i detentori del potere nel ‘Terzo Reich’ decisero il
disarmo e la deportazione dei soldati italiani, i quali nei territori sottoposti al potere tedesco hanno patito sofferenze come
internati militari. Secondo la Commissione il campo di lavoro coatto sito a Berlino-Niederschöneweide, i cui edifici sono rimasti
in gran parte intatti, rappresenta un luogo adatto allo scopo: in esso furono detenuti infatti anche internati militari italiani.
La Commissione ha potuto constatare che sul luogo esiste già un piccolo memoriale in ricordo dei lavoratori coatti italiani, il
quale potrebbe venire ampliato agli internati militari. Sempre a Berlino e in parallelo a questo memoriale potrebbe essere eretto
nel cortile interno dell’Ambasciata della Repubblica Italiana, il cui edificio è denso di ricordi storici, un monumento in ricordo
degli internati militari.
Parallelamente a ciò, la Commissione ritiene opportuno sostenere in Italia iniziative analoghe, pur nella consapevolezza che
esistono alcune differenze istituzionali fra esse e il memoriale di Berlin-Schöneweide. La Commissione considera ad esempio
con particolare attenzione il museo dedicato al ricordo degli internati militari, creato a Padova per iniziativa dell’Associazione
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