Page 105 - Le Arti Marziali nel mondo Militare
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Seconda Parte
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anonimo insegnante giapponese. A fatica si distinguerà tra Judo e Jujitsu e dalla
loro confusione gli italiani finiranno con il praticare una disciplina “autarchica”
distante da quella del Kodokan e che ne tradisce lo spirito, usando più la forza della
cedevolezza (ju) e trascurando la ricerca della “Via” (do).
In Italia la prima dimostrazione di Jujitsu dei marinai italiani si terrà a Roma il
30 maggio 1908 durante le feste della Società Nazionale per il Movimento dei
Forestieri e dell’Istituto Nazionale per l’Incremento dell’Educazione Fisica. Al
Gianicolo, a Villa Corsini, due sottufficiali di marina tengono un’esibizione della
lotta giapponese, che pochi giorni dopo è ripetuta per Vittorio Emanuele III nei
giardini del Quirinale. Commenta così Il Messaggero
La dimostrazione fu fatta, con molta chiarezza, dal maestro di scherma De Cugni Francesco, il
quale dimostrò, con competenza non comune, l’importanza di questo sport, nuovo per l’Italia.
I due lottatori presentati erano i sottufficiali Vegliante Emanuele e Guzzardi Giuseppe. Il Re,
che si interessò moltissimo dell’esperimento, pregò di ripetere vari colpi e fece scattare molte
volte la sua macchina fotografica ritraendoli in più pose. Da ultimo ebbe per i bravi lottatori
parole di vivo compiacimento. Assistevano pure il Ministro della Marina, On. Mirabello,
l’Ammiraglio Viale e il Comandante Como, intelligente ed appassionato cultore dello sport,
al quale si deve se tale genere di lotta sta per essere introdotta in Italia. Il giorno seguente la
dimostrazione fu ripetuta nella palestra della Scuola Magistrale in via Cernaia. A conclusione
delle feste di maggio il Comandante Como di Santo Stefano, già capitano di corvetta sul Marco
Polo, tenne al Circolo Militare un’applaudita conferenza sull’educazione fisica.

