Page 102 - Le Arti Marziali nel mondo Militare
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            Anche in Italia, dove imperava la lotta greco-romana con i suoi rappresentanti
            statici e muscolosi, non manca qualche sporadica dimostrazione. Tra il dicembre

            1905 e il marzo 1906 si disputa il “Trofeo Florio” di lotta, articolato in tre prove
            che hanno luogo a Palermo, Napoli e Roma. In tutte e tre le città il pubblico

            assiste anche a sfide di Jujitsu tra lo statunitense Witzler e alcuni partecipanti al
            trofeo. A Roma le gare si tengono al teatro Adriano con il successo di Raoul Le

            Boucher su Paul Pons. Witzler sconfigge prima il tedesco Schakmann e poi il
            senegalese Amalhou arrendendosi infine al di gran lunga più forte Raoul. Stesso

            copione nell’aprile 1906 al teatro Verdi di Firenze. In quegli stessi giorni, sempre
            a Roma, tre maestri giapponesi si esibiscono al Club Atletico Romano e uno di

            loro, Ysmano, rimarrà per un periodo nella capitale a impartire lezioni ai soci del
            club. Le tecniche di Jujitsu si erano inoltre diffuse già da qualche anno nella Marina

            Militare italiana grazie ai suoi molti contatti con quella giapponese ai tempi della
            “Rivolta dei Boxer” (1900).

            Il  fascino  e  la  curiosità  riscossi  dalle  pratiche  di  combattimento  giapponesi
            aumenteranno con la vittoria giapponese sulla Russia (1904-1905), che aumenterà

            l’ammirazione per una nazione riuscita a conquistarsi in pochi anni un posto di
            primo piano tra le grandi potenze mondiali. Si diffonde l’interesse per la cultura

            tradizionale nipponica, i samurai e il loro codice d’onore, il Bushido, che Inazo
            Nitobe  descrive  efficacemente  nel  suo  famoso  Bushidô  –  L’anima  del  Giappone,

            tradotto per la prima volta in italiano nel 1917.
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