Page 97 - Le Arti Marziali nel mondo Militare
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Seconda Parte
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Appena il Giappone si mobiliterà per la Seconda guerra mondiale gli studenti
saranno arruolati in gran numero nell’esercito. Il Ministero per il Benessere,
malgrado il nome una dipendenza di quello della Guerra, organizzerà una sezione
di arti marziali e il Judo sarà usato come tecnica di combattimento. Con il Giappone
in piena febbre nazionalista gli atteggiamenti militaristici pervaderanno il Paese e
il Judo diventerà materia di studio richiesta per i ragazzi dalla scuola elementare
fino all’università.
La disastrosa sconfitta del Paese si rifletterà anche nelle arti marziali. Dopo la
Seconda guerra mondiale, infatti, le autorità delle Forze di Occupazione mettono
al bando le arti marziali per cinque anni, ritenendo queste avessero favorito
l’irregimentazione e lo spirito nazionalistico che avevano portato alla crescita del
militarismo. Il bando è abolito nel 1950, da allora in poi saranno compiuti in
Giappone grandi sforzi per evidenziare i loro aspetti positivi, presentandole come
discipline sportive piuttosto che arti marziali. Non si può dire che tale impegno
propagandistico non abbia avuto successo. Nel dopoguerra il Judo continuerà
a essere insegnato come sport agonistico e nel 1964 riceverà il riconoscimento
olimpico.
Il Giappone, tuttavia, ha dovuto pagare un pedaggio allo scambio culturale coi
vincitori statunitensi, vedendo parte dei suoi sport tradizionali abbandonati dalla
gioventù a favore di altri di origine straniera. La lotta Sumo, altro sport marziale
tradizionale della nazione giapponese, ha dovuto vedersela con il baseball
quanto a indice di gradimento e anche altre discipline tradizionali hanno perso
popolarità rispetto alle forme sportive più moderne e agli sport “puri” importati
dagli americani. La presenza per anni di soldati americani in Giappone, però, ha
contribuito alla nuova e massiva diffusione delle arti marziali nel mondo. Nel
1958 negli Stati Uniti è nato l’Aikido di Tomiki, una versione semplificata delle
arti marziali giapponesi, mentre Judo e Karate sono state le discipline a imporsi

