Page 150 - Le bande musicali - dall'Unità d'Italia ai primi del Novecento
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150                                Le bande musicaLi miLitari daLL’unità d’itaLia aLLa prima metà deL novecento


            versi agli ideali moderni, ci straziano gli orecchi con degli invariabili, mummificati
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            programmi […]”.
               I capomusica, oltre alla direzione della propria banda, adempivano ad altri com-
            piti. Erano tenuti a trascrivere o comporre periodicamente un numero prefissato
            di brani per la banda, insegnavano gratuitamente nelle scuole comunali di musica
                                                                       296
            predisposte per l’inserimento degli studenti nella banda municipale  e dirigevano
            l’orchestra del teatro cittadino. 297




            VI.2. Preparazione del direttore e degli orchestrali

                  nel novecento

               Nel 1861, all’indomani dell’Unità, l’Italia lamenta un tasso di analfabetismo
            pari al 78% della popolazione; il residuo 22% era in grado, spesso, soltanto di scri-
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            vere il proprio nome.  Tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento
            non si verifica un sostanziale progresso. A malapena una piccola percentuale della
            popolazione raggiunge la licenza elementare. Sono anni in cui la povertà dilaga,
            mancano i beni di prima necessità, molti emigrano. Gli spettacoli teatrali sono un
            lusso concesso ad un’élite privilegiata. L’istruzione musicale e lo sviluppo del gu-
            sto estetico sono offerti al popolo solo ad opera (e per merito) delle bande civiche
            che, però, spesso non si mostrano all’altezza del compito. Il direttore non sempre
            ha la competenza professionale, né i bandisti. Ancora nel 1978 (quindi in anni mol-
            to vicini a noi!) si verifica che “in Italia i complessi bandistici sono formati, gene-
            ralmente, da volenterosi dilettanti che credono di poter suonare bene il flicorno ba-
            ritono (bombardino) e gli altri strumenti prendendo solo alcune lezioni dal direttore
            della banda cittadina, il quale suo malgrado deve saper dare poche lezioni anche al
            suonatore di flicorno contralto (genis) al suonatore del flauto normale e del flauto
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            piccolo [...], con il risultato di poter preparare solamente mediocri esecutori”.

            295  Cito direttamente dall’articolo Per una Banda Musicale Militare, «Paganini» a. III, n. 16,
                30 agosto 1889, p. 94.
            296  giUSePPe MUSotto, La banda e la cultura musicale […], «La Musica»,  XV, n. 3, 1 marzo
                1921, p. 1.
            297  In genere, i concorsi per direttore di banda erano come “maestro di musica per la scuola di
                musica, la direzione della banda e la direzione dell’orchestra del teatro comunale, Miscel-
                lanea, «Gazzetta Musicale di Napoli», a. IV, n. 16, 21 aprile 1855, p. 126.
            298  roSSella del Prete, L’avventura imprenditoriale della musica nell’Ottocento: i luoghi, i
                protagonisti, il sistema di produzione e di fruizione, l’editoria in «Prima e dopo Cavour»,
                cit.
            299  olindo PUglieSe, La banda: sua importanza artistica ed educativa delle masse, «Agimus»,
                dicembre - gennaio 1978, p. 3.
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