Page 305 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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LA PRESENZA NAVALE ITALIANA IN LEVANTE
DOPO LA PRIMA GUERRA MONDIALE
COSTANTINOPOLI, SMIRNE, MAR NERO, DANUBIO
ALFREDO BRAUZZI
La Regia Marina, al termine della 1 a Guerra Mondiale, costituiva un organismo
potente, forte di sedici unità corazzate (navi da battaglia e incrociatori), sedici
incrociatori leggeri ed esploratori, quarantaquattro cacciatorpediniere, novanta-
cinque torpediniere, cinquantanove sommergibili, novantacinque MAS e numeroso
naviglio ausiliario. Se si eccettuano i sommergibili ed il naviglio ausiliario, una buona
aliquota di queste unità alternava la dislocazione nei mari italiani con quella in altri
bacini, tra i quali il pitl importante era il Mediterraneo orientale ed in particolare
i mari ad esso collegati, come il mal' Egeo ed il mal' Nero. D'altronde, da quando
era divenuto uno stato unitario l'Italia non aveva trascurato di rivolgere la sua
attenzione al Levante e la Marina, fin dal 1863, aveva armato una divisione navale,
denominata "Squadra del Levante", il cui compito era quello di "presentare la
bandiera italiana e di assumere la protezione dei ragguardevoli interessi politici e
commerciali del Paese nel vicino Oriente"(1). Dopo la guerra itala-turca che portò
all'occupazione del Dodecaneso (aprile-maggio 1912), le navi italiane furono di
casa in Egeo in attesa che l'assegnazione all'Italia di quel gruppo di isole fosse sancita
da un riconoscimento ufficiale delle grandi potenze(2). Ma intanto si cercava di
tenere alto il prestigio del nuovo stato nelle acque del Mediterraneo orientale
tenendo distribuiti nei vari porti e sorgi tori dell'area un certo numero di navi militari
a fianco di quelle francesi e britanniche che vi stazionavano in permanenza. Scorrendo
i libri dell'Ufficio Storico della Marina che riportano la sintesi dell'attività di ogni
singola nave, ben poche sono le navi combattenti che non abbiano fatto mai parte
negli anni 'lO e nell'immediato dopoguerra delle varie unità complesse che lo Stato
Maggiore della Marina denominava "Squadra" o "Divisione navale del Levante",
"Divisione" o "Stazione Navale dell'Egeo" o che non siano state inviate con
compiti speciali in quel bacino (v. allegato A).
Le nostre navi compirono un elevato numero di missioni nei porti e sorgitori
del Bosforo, dell'Anatolia e del mal' Nero sia per collaborare al mantenimento o
al ristabilimento della pace, sia per scopi umanitari, sia per il rimpatrio dei
prigionieri sia per la messa in salvo dei connazionali e della popolazione civile
di qualunque nazionalità fosse. Un impiego della forza navale che oggi si ripropone
sovente non solo nell'area del Mediterraneo "allargato" ma anche in altre parti
del mondo ovunque uno dei molti focolai di crisi che covano sotto la brace di
una apparente tranquillità, ritorna improvvisamente ad essere fiamma viva. Poiché
nel breve tempo disponibile per questa relazione, sarebbe impossibile trattare tutte

