Page 306 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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             le  missioni  svolte,  ci  soffermeremo solo su  alcune  di  esse  che ci  sono sembrate
             più  adatte  a  dare  un'idea  dell'intenso  impiego  di  navi  che,  nella  maggior  parte
             dei casi,  aveva già sostenuto il  peso della guerra  in  Adriatico.

             Bosforo  ed  Anatolia

                 Il  29  ottobre  1918,  mentre  la  guerra  era  ancora  in  corso,  il  Ministro  della
             Marina aveva disposto(3) che, in seguito ad accordi  intervenuti con l'Ammiragliato
             britannico e francese, una divisione navale comandata dal vice ammiraglio Mortola
             e  costituita  dalle  navi  Vittorio  Emanuele,  Roma  e  Libia  si  trasferisse  a  Mudros
             (dove si sarebbe aggregata anche la nave Piemonte) per cooperare con le forze navali
             alleate contro la Turchia.  Le  istruzioni  ministeriali  stabilivano che  dette  navi,  con
             a bordo marinai del  Btg "Grado", avrebbero dovuto partecipare ad operazioni che
             le  Forze  Navali  alleate  effettuassero  sulla  costa  turca  europea ed  asiatica  ed  alle
             eventuali occupazioni territoriali sbarcando i nostri reparti insieme a quelli  alleati.
             Qualora  avessero  luogo  contemporaneamente  più  azioni,  l'ordine  di  precedenza
             della nostra cooperazione sarebbe stato il  seguente:  Dardanelli - Bosforo - Costan-
             tinopoli  - Smirne  - Budum.  La  presenza  italiana  nell'area  preoccupò  non  poco  i
             governi  francese  e  britannico  che,  tramite  gli  addetti  navali  a  Roma,  chiesero
             chiarimenti. Fu loro risposto che le navi italiane dirette a Mudros nell'isola di Lemno,
             dove era la concentrazione navale franco-britannica, avevano l'ordine di considerarsi
             alle dipendenze dell'ammiraglio francese  o britannico che eventualmente dirigesse
             le  operazioni navali  in Asia  minore.
                 Peraltro con la  firma  dell'armistizio tra i delegati turchi e l'ammiraglio inglese
             Calthorpe,  comandante  della  Mediterranean Station  della  Royal  Navy  in  rappre-
             sentanza degli Alleati, apposta nella notte del31 ottobre 1918 a Mudros, la Turchia
             usciva  dalla  guerra  (4).  1:esercito  turco  doveva  essere  smobilitato,  le  navi  internate
             ed i presidi di tutto l'Impero ottomano (Siria, Mesopotamia e Tripolitania) dovevano
             deporre le  armi.  Mentre il  13  novembre  1918  tutte  le  fortificazioni  del  Bosforo  e
             dei Dardanelli vennero presidiate da truppe franco-britanniche, Costantinopoli non
             venne occupata nel marzo 1920. 1: occupazione militare ebbe termine solo il 2 ottobre
             1923  in seguito  agli  accordi  di  Losanna  firmati  il  24 luglio  dello  stesso anno.  Ma
             dalla fine della guerra, Costantinopoli era divenuta la base navale nella quale stazionava
             il  Comando delle  navi  italiane  del  Levante a fianco  di  quelle alleate(S).
                 1:interesse italiano per la costa anatolica nasceva dal Patto di Londra negoziato
             nell'aprile 1915. Il  patto segreto tra l'Italia e le  potenze dell'Intesa (Russia, Francia
             e Gran Bretagna) prometteva all'Italia, in cambio dell'entrata in guerra, le province
             del Trentino e dell'Alto Adige, l'Istria, Gorizia, Gradisca e Trieste, la costa dalmata
             e  le  sue  isole,  la  città  albanese  di  Valona  ed  il  territorio  circostante,  le  isole  del
             Dodecaneso oltre a compensi territoriali in Africa ed un insediamento in Anatolia.
             1:accenno generico al  riconoscimento di una zona d'influenza italiana in Anatolia,
             nel  bacino  carbonifero  di  Adalia  (odierna  Antalya)  era  divenuto  un  preciso
             impegno nell'aprile  1917, con l'accordo di  San Giovanni di Moriana(6) quando
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