Page 366 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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               Per la raccolta delle cartelle biografiche dei Carabinieri caduti nel corso
            di operazioni belliche è da segnalare che il nucleo originario è rimasto inal-
            terato e comprende i fascicoli dei 1919 caduti in servizio contenuti in 12 car-
            telle (o buste) sino al primo dopoguerra, i 1458 fascicoli dei caduti in opera-
            zioni belliche sino al primo dopoguerra per complessive 17 cartelle, mentre i
            fascicoli sui caduti negli eventi bellici successivi hanno trovato collocazione
            all’interno dell’archivio storico stesso. a titolo di esempio, si pensi che le
            buste (o faldoni) nn. 471, 472 e 473 dell’archivio storico contengono di mas-
            sima i fascicoli dei caduti nel corso del Secondo conflitto mondiale.
               Ciascun fascicolo riporta sulla coperta i dati essenziali riferiti al caduto
            (grado, nome e cognome, paternità, luogo e data di nascita, luogo e data di
            morte e una voce annotazioni con una breve descrizione dell’evento che
            causò la morte del militare). in alcuni casi, i fascicoli sono vuoti come veri-
            ficato in quello dell’appuntato a piedi Santo Bartolotta nato il 3 aprile 1888
            e deceduto il 19 ottobre 1920 a Villarosa (En) «colpito da un fulmine men-
            tre eseguiva la scorta al procaccia postale sul tratto Villapriolo-Villarosa» .
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               In altri casi, il fascicolo contiene copia di documenti di natura ammini-
            strativa o giudiziaria relativi al decesso del militare e una fotografia come
            per il brigadiere Guardia del Re Angelo Mercalli nato il 21 agosto 1892
            e deceduto il 13 ottobre 1921 a Roma, «morto per tubercolosi polmonare
            contratta in zona di guerra» .
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               Per quanto riguarda l’archivio fotografico, si deve parlare anche in que-
            sto caso di una raccolta vera e propria che i vari comandi e gli ufficiali
            corrispondenti provvedevano ad alimentare attraverso le indicazioni che
            il Museo stesso dava in merito alla necessità di avere una riproduzione
            fotografica delle alte cariche dell’arma, dei decorati al valore (senza di-
            stinzione di grado), delle cerimonie pubbliche ove l’arma era protagoni-
            sta, come quelle di consegna delle bandiere alle stazioni che, a partire dal
            primo dopoguerra, furono particolarmente esaltate dalla stessa Istituzione.
               anche nel caso dell’archivio fotografico, il materiale raccolto è su vari
            supporti  (lastre  fotografiche,  fotografie,  negativi,  diapositive,  ecc).  Gli
            schedari esistenti precedentemente, al pari di quelli dell’archivio storico,
            sono stati sostituiti da un database dedicato all’interno del quale è stato
            riversato il contenuto delle schede. nel caso di tale archivio, è stata man-
            tenuta la «antica» ripartizione in macro aree: persone, avvenimenti e foto-
            grafie di cose e varie.


            133    ASMACC, Raccolta militari caduti in servizio, ad vocem.
            134    ASMACC, Raccolta militari caduti in guerra, ad vocem.
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